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Istituto di Ricerche Naturopatiche

L’Istituto di Ricerche Naturopatiche è un’Associazione che ha lo scopo di promuovere la conoscenza e la diffusione di ogni tipo di tecnica e disciplina naturale d’Oriente e d’Occidente ispirata ad una visione globale dell’individuo e volta al recupero e al mantenimento del benessere psico-fisico e al miglioramento della qualità della vita. Per il raggiungimento di tali finalità, l’Associazione intende favorire la ricerca, lo studio, la divulgazione e la pratica di tutte quelle metodiche “dolci” ispirate ad una visione unitaria di mente e corpo, che aiutano a ripristinare l’equilibrio e l’autoregolazione, sia a livello fisico che psico-emozionale.

Il narciso il fiore dell’egoismo

E Tiresia, divenuto famosissimo per le città dell’Aonia, dava ineccepibili responsi alla gente che lo consultava.
La prima a saggiare la veridicità delle sue parole fu l’azzurrina Liriope, che un giorno il Cefiso aveva intrappolato nelle curve della propria corrente, imprigionandola tra le onde e violentato. La bellissima ninfa, rimasta incinta, aveva partorito un bambino che già appena nato meritava di essere amato, e lo aveva chiamato Narciso. Interrogato se Narciso sarebbe giunto a vedere una lunga, tarda vecchiaia, l’indovino aveva risposto: “Se non conoscerà se stesso”.

E fu così che si avverarono le parole dell’indovino Tiresia e colui che mai avrebbe dovuto conoscere se stesso, fu dalla sua immagine distrutto.
Sto parlando di Narciso dagli occhi del cielo, un ragazzo bello ma senza cuore, superbo e ostinato che nessun giovane e nessuna fanciulla mai lo toccò.
Se ne innamorò perdutamente la ninfa Eco, muta a qualsiasi lingua se non a quella pronunciata da altri, punita dalla potente Giunone per essere stata complice di Giove e avere coperto i suoi sotterfugi.
Tante volte Giunone avrebbe potuto sorprendere il suo divino marito a far l’amore sui monti con le ninfe se quella Eco, astutamente, non l’avesse trattenuta con lunghi discorsi per dar tempo alle ninfe di fuggire.
Quando la figlia di Saturno se ne accorse, le disse: “Di questa lingua che mi ha ingannato potrai disporne poco: farai della voce un uso ridottissimo”.  E alle minacce fece seguire i fatti: solo quando uno finisce di parlare, Eco duplica i suoni ripetendo le parole che ha uditocontinua a leggere