Seguici su Facebook Istituto Ricerche Naturopatiche

Istituto di Ricerche Naturopatiche

L’Istituto di Ricerche Naturopatiche è un’Associazione che ha lo scopo di promuovere la conoscenza e la diffusione di ogni tipo di tecnica e disciplina naturale d’Oriente e d’Occidente ispirata ad una visione globale dell’individuo e volta al recupero e al mantenimento del benessere psico-fisico e al miglioramento della qualità della vita. Per il raggiungimento di tali finalità, l’Associazione intende favorire la ricerca, lo studio, la divulgazione e la pratica di tutte quelle metodiche “dolci” ispirate ad una visione unitaria di mente e corpo, che aiutano a ripristinare l’equilibrio e l’autoregolazione, sia a livello fisico che psico-emozionale.

Sognare il pane

Vi ricordate la bellissima trilogia “Pane amore e fantasia, Pane amore e gelosia e Pane amore e….” di Dino Risi? Il film narra le vicende del Maresciallo Carotenuto trasferito a Sagliena, un paesino sgarrupato e poverissimo dell’Italia centrale, nell’immediato dopoguerra. In questo luogo è stato trasferito il maresciallo Antonio Carotenuto (Vittorio De Sica) donnaiolo attempato che dovrà adattarsi alla monotona e tranquilla vita di paese. Accudito dalla domestica Caramella (Tina Pica), il maresciallo si barcamena, tra un pettegolezzo e una maldicenza, alla direzione della locale stazione dei carabinieri. Nel paese spiccano i personaggi della focosa e battagliera Bersagliera (Gina Lollobrigida) segretamente innamorata del timido carabiniere Stelluti e quello della levatrice Annarella, che alla fine si fidanzerà col maresciallo.
Il titolo è tratto da una delle battute del film. Il maresciallo Carotenuto (Vittorio De Sica) si rivolge a un contadino seduto su un gradino intento a mangiare: «Che te mangi?»
Contadino: «Pane, marescià!»
Maresciallo Carotenuto: «E che ci metti dentro?»
Contadino: «Fantasia, marescià!!»

Nella storia dell’umanità il pane è da sempre un alimento essenziale per la vita dell’uomo e ha un valore fondamentale e sacro. Nel libro de “I Promessi Sposi” Alessandro Manzoni descrive quello che Renzo Tramaglino (protagonista del romanzo) trova a Milano: La sera del 10 novembre del 1628 Renzo, proveniente da Monza giunge nel capoluogo lombardo presso porta Venezia. Quella sera Renzo nota dei fatti anomali, la gentilezza di un viandante a cui chiede indicazioni per la strada per il convento di padre Bonaventura, i gabellieri che lo lasciano passare senza fermarlo, le strisce bianche di farina per la strada e i pani sparsi qua e là per terra. Renzo si rende conto che Milano è afflitta da una carestia causata da circostanze naturali, dalla guerra e dal malgoverno. Il malcontento cresce e il giorno dopo l’11 Novembre 1628 scoppia nella città  una rivolta contro il prezzo troppo alto del pane.

Non avere pane significa ancora oggi avere fame, essere in difficoltà, essere povero. Ecco alcuni modi di dire rispetto al pane:
Pane al pane = essere schietti, dire le cose come stanno.
Buono come il pane = apprezzamento, positività.
Mangiare pane a tradimento = approfittarsene, non contribuire.
Spezzare il pane = condividere.
Guadagnarsi il pane con il sudore della fronte = lavorare sodo.
Pane per i suoi denti = scontrarsi con qualcuno che ne sa di più.
Chi ha il pane non ha i denti = non si può avere tutto nella vita.
Panem et circenses = pane e giochi del circo, cioè contentino per il popolo.
Non si vive di solo pane = è necessario soddisfare anche i bisogni spirituali.
Come  sa di sale il pane altrui! = è duro dipendere dagli altri.
Pane per la vecchiaia = essere previdenti, mettere da parte per il futuro.
Va via come il pane = un articolo che si vende bene.
Rendere pan per focaccia = vendicarsi.
Non è pane per i nostri denti = qualcosa al di fuori della nostra portata.

Fortemente investito di significato in ambito cristiano, il pane compare due volte in modo particolarmente rilevante nell’episodio evangelico della moltiplicazione dei pani e dei pesci e nella cerimonia dell’Eucarestia, in cui il pane è assimilato alla vita e al corpo di Cristo. Da qui prende forma il pensiero superstizioso che sostituisce quello religioso nel credere che porti male buttare via o fare spreco del pane. Poiché si tratta di un nutrimento sacro, per ogni azione irrispettosa rivolta al pane si rischia di incorrere nelle peggiori disgrazie. Per esempio un’antica superstizione vuole che il pane posato al rovescio sulla tavola, abbia a che vedere con la figura del boia. Questa figura incuteva così tanto timore che nessuno doveva posare la mano su un oggetto che questi aveva toccato o che semplicemente era a lui destinato. Il fornaio perciò metteva al rovescio il pane destinato al boia per distinguerlo da quelli destinati alle persone “per bene”…continua a leggere