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Istituto di Ricerche Naturopatiche

L’Istituto di Ricerche Naturopatiche è un’Associazione che ha lo scopo di promuovere la conoscenza e la diffusione di ogni tipo di tecnica e disciplina naturale d’Oriente e d’Occidente ispirata ad una visione globale dell’individuo e volta al recupero e al mantenimento del benessere psico-fisico e al miglioramento della qualità della vita. Per il raggiungimento di tali finalità, l’Associazione intende favorire la ricerca, lo studio, la divulgazione e la pratica di tutte quelle metodiche “dolci” ispirate ad una visione unitaria di mente e corpo, che aiutano a ripristinare l’equilibrio e l’autoregolazione, sia a livello fisico che psico-emozionale.

Chi è la donna vittima di violenza psicologica

Alcuni anni fa ho avuto modo di lavorare (attraverso le Costellazioni Familiari)[1] con alcune donne vittime di violenza, principalmente di violenza psicologica. Queste donne, mi hanno dato la spinta di approfondire ulteriormente questo argomento, ma soprattutto di conoscere in senso ravvicinato chi sono le donne che accettano di subire violenza fisica, psichica, emotiva, economica e via dicendo e soprattutto: perché?

Attraverso analisi statistiche, è emerso che la violenza è la prima causa di morte e di invalidità, più del cancro, degli incidenti stradali e della guerra; una realtà che non risparmia nessuna nazione, né classe sociale. Una realtà di drammi che il più delle volte si consumano tra le pareti di casa e tutte le donne possono esserne vittime senza limiti di età.

Molte volte ci troviamo a sentire storie di vita “normale”, di persone in coppia da molti anni. Una coppia, che qualche volta litiga, ma niente di più. Ma anche le brutte storie hanno un principio, e quindi una donna che potremmo chiamare “Gabriella, Marina, Rosalba” che prende di corsa i figli, afferra le poche cose a portata di mano e scappa da casa portando con se solo un bagaglio di dolore. Ma cosa spinge a far fuggire una donna così in fretta, da farla uscire di casa così come si trova e a volte anche in pantofole? E’ la paura.

La paura più insensata e angosciante per l’uomo che le vive accanto e dice di amarla perdutamente. Un solo sguardo può fare “paura”, confondere e può togliere ogni sicurezza rispetto al proprio modo di essere. Come è possibile che proprio quello sguardo della persona amata come un fidanzato, un marito, un padre o un familiare o la semplice presenza di “questa” persona fa sentire inadeguata ad ogni contesto, incapace di affrontare e risolvere qualsiasi problema una donna? Basta uno sguardo che accompagna e giudica in ogni minimo gesto quotidiano a far sentire di non essere mai come si dovrebbe essere. Addirittura, uno sguardo, “quello sguardo”, può essere su di noi, anche se “lui” non è con noi in quel momento. Quello sguardo che diventa una gabbia anche quando non esistono sbarre che possono limitare la propria libertà

Spesso, dentro la sensazione di essere inadeguate, sbagliate, inopportune e incapaci, dietro agli sguardi sfuggenti o al contrario sfidanti e disperatamente provocatori di molte donne, si possano celare situazioni di violenza psicologica, esercitata all’interno della sfera privata…continua a leggere