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Istituto di Ricerche Naturopatiche

L’Istituto di Ricerche Naturopatiche è un’Associazione che ha lo scopo di promuovere la conoscenza e la diffusione di ogni tipo di tecnica e disciplina naturale d’Oriente e d’Occidente ispirata ad una visione globale dell’individuo e volta al recupero e al mantenimento del benessere psico-fisico e al miglioramento della qualità della vita. Per il raggiungimento di tali finalità, l’Associazione intende favorire la ricerca, lo studio, la divulgazione e la pratica di tutte quelle metodiche “dolci” ispirate ad una visione unitaria di mente e corpo, che aiutano a ripristinare l’equilibrio e l’autoregolazione, sia a livello fisico che psico-emozionale.

L’Abete – l’albero magico

Nelle feste natalizie, come in altre del calendario cristiano, confluiscono simboli e tradizioni ereditati da culti pagani. Ne sono un esempio i canti natalizi rumeni detti colinde, da kalendae januoarii (Saturnali).
La sera del 24 dicembre i colindatori visitavano tutte le abitazioni del villaggio schiamazzando per le vie e suonando tamburi affinché il gran baccano potesse allontanare gli spiriti maligni.
Inoltre, durante i canti, i colidatori, offrivano in cambio di qualche moneta, dei ramoscelli di abete, albero considerato in tutta Europa simbolo dell’Albero Cosmico per la sua maestosità. Nell’Antico Testamento si chiama Albero della Vita, piantato al centro del Giardino dell’Eden e del quale Adamo ed Eva potevano usufruire dei suoi portentosi benefici.
Nella Roma pagana, già due o tre secoli prima di Cristo, dal 19 al 25 dicembre si festeggiavano i Saturnali in onore del dio Saturno, dio dell’agricoltura. Era questo un periodo durante il quale si viveva in pace, si scambiavano doni, si facevano sontuosi banchetti. Erano feste di gioia, di rinnovamento e di speranza per il futuro.
La tradizione di piantare ed ornare un albero nel periodo di Natale risale ai popoli germanici. Lo stesso periodo che comprende il “solstizio d’inverno” (21 dicembre) veniva festeggiato anche presso i Celti, i cui sacerdoti (Druidi), avendo notato che gli abeti rimanevano sempre verdi anche durante l’inverno, iniziarono a considerarli come un simbolo di lunga vita e cominciarono ad onorarli nelle feste invernali.
I Teutoni erano soliti, durante tale periodo solstiziale, piantare un grosso abete ornato di ghirlande e bruciare un enorme nel camino, per festeggiare il passaggio dall’autunno all’inverno. Il ceppo aveva un significato simbolico: si bruciava il passato e, dal modo di ardere del legno, si cercava di cogliere i presagi sul futuro inoltre, proteggeva dai fulmini del cielo.
La stessa notte del 21 dicembre veniva chiamata “la notte dell’abete argentato”. Questa è la ragione per cui spesso essi facevano anche bruciare un enorme ceppo di abete o addirittura un abete intero…..continua a leggere