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	<title>La via del matto &#8211; RICERCHE NATUROPATICHE</title>
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	<description>L’Istituto di Ricerche Naturopatiche è un’Associazione che ha lo scopo di promuovere la conoscenza e la diffusione di ogni tipo di tecnica e disciplina naturale d’Oriente e d’Occidente</description>
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	<title>La via del matto &#8211; RICERCHE NATUROPATICHE</title>
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		<title>La Torre nei Tarocchi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Manuela Mariani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Aug 2015 11:58:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La via del matto]]></category>
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					<description><![CDATA[La Torre di Babele di Bruegel Chissà perché quando in un gioco di carte con i Tarocchi appare la Torre, un trasalimento sorge spontaneo. La Torre fa paura. In tutti i libri di Tarocchi si legge le cose più nefaste. &#8230; <a href="https://www.ricerchenaturopatiche.it/la-torre-nei-tarocchi/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-3533" src="http://www.ricerchenaturopatiche.it/wp-content/uploads/2015/08/la-torre-300x220.jpg" alt="la torre" width="300" height="220" srcset="https://www.ricerchenaturopatiche.it/wp-content/uploads/2015/08/la-torre-300x220.jpg 300w, https://www.ricerchenaturopatiche.it/wp-content/uploads/2015/08/la-torre-410x300.jpg 410w, https://www.ricerchenaturopatiche.it/wp-content/uploads/2015/08/la-torre.jpg 500w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><strong>La Torre di Babele di Bruegel</strong></p>
<p><strong>Chissà perché</strong> quando in un gioco di carte con i Tarocchi appare la Torre, un trasalimento sorge spontaneo.<br />
La Torre fa paura. In tutti i libri di Tarocchi si legge le cose più nefaste.<br />
Un fulmine colpisce la sommità incoronata di una torre. Due figure, precipitano a testa in giù. Intorno si vedono serpeggiare lapilli colorati.<br />
La carta ci parla di questo tipo di eventi: fulmini a ciel sereno, a volte catastrofi più o meno apparenti, che possono farci male e che sicuramente ci procureranno uno shock. La Torre rompe un ordine precostituito, la distruzione di una situazione che ci incarcera in una prigione nel tentativo di mantenere l’apparenza di uno status quo, per permetterci di aprire gli occhi e continuare il nostro cammino senza zavorre inutili.<br />
Per la loro altezza, le torri difensive divennero punti di avvistamento e questa destinazione non fu soltanto militare, le torri si trasformarono in punti di segnalazione: il campanile, il faro o il minareto sono torri che hanno la funzione di segnalazione.<br />
Vivere è un incessante susseguirsi di morti parziali: conclusioni, distacchi, superamenti, partite da chiudere e capitoli chiusi. La perdita di oggetti e persone che escono dalla sfera delle priorità, dalla gamma delle occupazioni abituali, dalla cerchia delle relazioni affettive costituisce un attacco al sentimento di identità; è una menomazione dell’Io. Esperienze di questo tipo sono dolorose e invalidanti; sono percepite come disastro e catastrofe, come offuscamento e prigionia nelle tenebre. Dal punto di vista dell’Io sono inconcepibili.<br />
Il fulmine esemplare è un fuoco celeste specificamente attribuito agli dei uranici. Sono signori delle folgori: Zeus in Grecia, Indra in India, Thor in Scandinavia, Giove a Roma. Quindi il fulmine ha valore numinoso, il fulmine è fuoco concentrato e potenza divina condensata pertanto, è l’esplosione energetica del fuoco che ha effetti sia distruttivi sia creativi. Il fulmine può essere strumento di punizione o di clemenza esattamente come il dio da cui proviene, esattamente come l’inconscio da cui balenano improvvisamente folgorazioni numinose. “<em>Vocatus atque non vocatus deus aderit</em>, Chiamato o non chiamato il dio verrà”. Questo motto lo aveva fatto incidere C.G. Jung sulla porta della propria casa di Kusnacht. Volenti o nolenti, che lo si invochi o meno la potenza del fulmine interviene con la rapidità del lampo anche quando l’individuo preferisce posizioni di comodo all’assunzione di responsabilità. Il fulmine non tollera indugi, colpisce e distrugge tutte le strutture di conforto in cui l’individuo è arroccato.</p>
<p>Una coppia sposata da anni vive nella sua solita quotidianità: televisione, spesa il sabato, soliti amici, soliti discorsi. Poi per una telefonata ascoltata senza volere da uno dei due, o un sms arrivato per sbaglio si scopre all’improvviso che le cose non stanno più così come si credeva e inaspettatamente il mondo crolla su di loro. I silenzi, le assenze improvvise, i malumori ignorati per comodità ci arrivano come schiaffi in piena faccia. Come è stato possibile non accorgersene prima?</p>
<p>Il fulmine è anche un’illuminazione improvvisa, un lampo di genio (come succede ad Archimede, il famoso inventore dei fumetti della Walt Disney) la sua luce è un bagliore di repentina comprensione, è una lampadina che si accende, un’innata folgorazione di consapevolezza che proviene non dalla conoscenza dell’Io, ma dall’incoscienza del Sé. Un colpo di fulmine!</p>
<p>Chiara riceve una telefonata da una sua amica che le propone una visita in un sito archeologico vicino la città. L’idea di trascorrere una giornata culturale tra antiche rovine in un posto pieno di energia e conoscenza, la alletta e accetta con piacere. Nessuno poteva immaginare quello che poi sarebbe accaduto. Proprio in quel luogo, in compagnia del gruppo interessato all’escursione, in mezzo a tanta gente conosce Danilo, archeologo e guida turistica per l’avvenimento occasionale. Che dire? Un colpo di fulmine!!!</p>
<p><strong><strong>Esercizio da eseguire per una settimana</strong></strong></p>
<ul>
<li>Fare colazione con alimenti diversi dal solito.</li>
<li>Cambiare abbigliamento.</li>
<li>Prendere l’autobus invece dell’auto.</li>
<li>Pensare con meno rigidità.</li>
<li>Rompere un’abitudine al giorno</li>
</ul>
<p>Questo esercizio può diventare un atteggiamento che può aiutarci ad uscire dalla solita routine e imparare così ad accettare qualsiasi cambiamento senza temerlo.</p>
<p>Autrice: <a title="mm" href="http://www.ricerchenaturopatiche.it/manuela-mariani/"><strong><u><span style="color: #0066cc;">Manuela Mariani</span></u></strong></a></p>
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		<title>I Tarocchi nella quotidianità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Manuela Mariani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Mar 2015 10:07:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La via del matto]]></category>
		<category><![CDATA[archetipo]]></category>
		<category><![CDATA[La Via del Matto]]></category>
		<category><![CDATA[Matto]]></category>
		<category><![CDATA[Tarocchi]]></category>
		<category><![CDATA[Univeso]]></category>
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					<description><![CDATA[Il mazzo dei Tarocchi è composto da 78 carte, è un mezzo di conoscenza, una struttura di immagini dinamiche che ci permette, dato il simbolismo di ogni carta, di osservare fatti, fenomeni e cose dentro di noi e intorno a &#8230; <a href="https://www.ricerchenaturopatiche.it/i-tarocchi-nella-quotidianita/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.ricerchenaturopatiche.it/wp-content/uploads/2015/03/tarot.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-3199" src="http://www.ricerchenaturopatiche.it/wp-content/uploads/2015/03/tarot.jpg" alt="tarot" width="200" height="197" /></a><strong>Il mazzo dei Tarocchi</strong> è composto da 78 carte, è un mezzo di conoscenza, una struttura di immagini dinamiche che ci permette, dato il simbolismo di ogni carta, di osservare fatti, fenomeni e cose dentro di noi e intorno a noi che non avremmo potuto supporre se non per loro tramite. Proprio così, i Tarocchi descrivono con precisione, accuratezza e con un’intuizione sorprendente, tutto ciò che è successo, sta succedendo o sta per succedere.</p>
<p style="text-align: justify;">I Tarocchi sono un mezzo universale per interpretare (per chi pone attenzione a ciò che gli si muove intorno) gli eventi esteriori, le opportunità che l’Universo offre, i rischi che possono insorgere, dando un senso all’attimo dell’esistenza che l’individuo sta vivendo in quel momento. In effetti, i Tarocchi, raccontano le storie che si sviluppano all’interno della storia di ognuno di noi, sono antichissimi tanto che si è perduta la loro vera origine e ciò che si scrive al loro riguardo sono solo supposizioni. Nello stesso momento però sono archetipi modernissimi ed attualissimi che, a ben guardare, sono sempre presenti costantemente nella nostra vita. Per spiegarmi meglio, porto come esempio un episodio accaduto ad una mia amica:</p>
<p>Era in macchina ferma ad un semaforo in attesa che il verde le desse via libera. Era sovrappensiero quando il suo sguardo distrattamente si dirige verso un barbone che stava frugando dentro un cassone dell’immondizia posto al bordo della strada. Dal cassone, il barbone estrae un lungo bastone di legno forse appartenuto ad una vecchia scopa, poi prende un sacchetto di plastica e lo lega ad una estremità del bastone mettendosi il tutto su una spalla. D’improvviso la mia amica esce dal suo torpore e riflette con un’inaspettata meraviglia, che quell’episodio si riferiva alla carta del Matto (carta contrassegnata, oltre che dal nome, anche dal numero ”0”) e che quello che era appena accaduto non era altro che un messaggio che l’Universo le stava mandando.</p>
<p>Parlerò del significato del Matto una prossima volta, ma intanto, il messaggio che vorrei trasmettere è che gli Archetipi dei Tarocchi definiti eterni, non sono così astratti e lontani da noi ma prendono forme comuni e familiari. La loro interpretazione è un modo efficacissimo per risvegliare l’intuizione: educare la mente a scorgere nel divenire multiforme e caotico della vita il volto di realtà spirituali e non al di fuori del tempo.</p>
<p>Autrice: <a title="mm" href="http://www.ricerchenaturopatiche.it/manuela-mariani/"><strong>Manuela Mariani</strong></a></p>
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		<title>La ricetta dell&#8217;Innamorato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Manuela Mariani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Dec 2012 22:15:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La via del matto]]></category>
		<category><![CDATA[Essere o non essere]]></category>
		<category><![CDATA[innamorato]]></category>
		<category><![CDATA[libero arbitrio]]></category>
		<category><![CDATA[Omar Kayyàm]]></category>
		<category><![CDATA[questo è il problema]]></category>
		<category><![CDATA[Zuppa casareccia]]></category>
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					<description><![CDATA[Agire, scegliere, libero arbitrio Ogni giorno ci troviamo di fronte a mille scelte da fare, grandi e piccole che siano. Però, a un altro livello, il conflitto nelle scelte può essere quello tra le aspirazioni della nostra personalità e quelle &#8230; <a href="https://www.ricerchenaturopatiche.it/181/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="center">Agire, scegliere, libero arbitrio</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.ricerchenaturopatiche.it/wp-content/uploads/2012/12/amorsacro_amorprofano.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-311" title="amorsacro_amorprofano" alt="" src="http://www.ricerchenaturopatiche.it/wp-content/uploads/2012/12/amorsacro_amorprofano-300x153.jpg" width="300" height="153" srcset="https://www.ricerchenaturopatiche.it/wp-content/uploads/2012/12/amorsacro_amorprofano-300x153.jpg 300w, https://www.ricerchenaturopatiche.it/wp-content/uploads/2012/12/amorsacro_amorprofano.jpg 400w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Ogni giorno ci troviamo di fronte a mille scelte da fare</strong>, grandi e piccole che siano.<br />
Però, a un altro livello, il conflitto nelle scelte può essere quello tra le aspirazioni della nostra personalità e quelle che provengono dalla nostra anima: quale strada seguiremo, quella che soddisfa la nostra personalità o quella che ci porta sul cammino della ricerca di ideali più profondi?<span id="more-181"></span>Può essere lancinante il dubbio scatenato da una scelta difficile: &#8220;Essere o non essere, questo è il problema&#8221; fa recitare Shakespeare ad Amleto che si chiede &#8220;se sia più nobile all&#8217;animo sopportare gli oltraggi, i sassi e i dardi dell&#8217;iniqua fortuna, o prender l&#8217;armi contro un mare di triboli e combattendo disperderli&#8230;.&#8221;<br />
Comunque sia la scelta è ardua perché la vita è fatta di opposti: bene e male, interno e esterno, bianco e nero, piacere e dolore&#8230;&#8230;..In questo piano di esistenza esistono i confini che demarcano gli opposti e che non possono esistere indipendentemente l&#8217;uno dall&#8217;altro.<br />
Tendiamo a considerare gli opposti separati ma senza l&#8217;altro non esisterebbe lo scambio, l&#8217;altro é il nostro specchio. Il segreto é seguire il proprio cuore! Insomma, chi la vuole cotta e chi la vuole cruda. Ma a proposito di cottura&#8230;.. Ecco qui una ricetta nata sotto l&#8217;energia di questa bella carta che concilia il cuore di chi é in un momento di difficoltà per una decisione da prendere.</p>
<div style="text-align: justify;">Zuppa casareccia:<br />
250 gr. di pane casareccio o toscano<br />
2,5 dl. di olio extra vergine di oliva<br />
4 uova<br />
6 spicchi di aglio<br />
1 litro di acqua<br />
sale q.b.Tagliare il pane a dadini. Fate soffriggere in una padella del fondo atiaderente piuttosto grande l&#8217;aglio nell&#8217;olio. Togliete l&#8217;aglio prima che diventi scuro e mettete a soffriggere il pane. Ponete sul fuoco una pentola con l&#8217;acqua e il sale e portatela a ebollizione. Quando il pane sarà ben rosolato versatelo con  il condimento di cottura nell&#8217;acqua bollente. Fate cuocere per 2 minuti circa. Montate le uova con un pizzico di sale e aggiungetele al brodo. Fate cuocere mescolando, fino a quando le uova saranno ben rapprese. Si serve ben calda.</div>
<blockquote>
<div><span style="font-family: Verdana,Arial,Helvetica,sans-serif; font-size: small;">Un giorno che tu abbia trascorso senza amore,<br />
non v&#8217;è per te altro giorno più perduto di quello. Il tuo oggi non ha potere sul domani,<br />
e il pensiero del domani non ti frutta che malinconia.<br />
Non buttar via questo istante, se il tuo cuore non è pazzo, ché questo resto di vita non si sa quanto possa valere.<br />
Come l&#8217;acqua nel fiume, come il vento nella pianura, è passato un altro giorno nella vicenda della mia vita. Di due giorni non ho mai pensato a darmi cura:<br />
del giorno non ancora venuto, e di quello già andato.</span></div>
<div>(Omar Kayyàm: Le quartine)</div>
<div></div>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">autrice: <a title="manuela mariani" href="http://www.ricerchenaturopatiche.it/manuela-mariani/"><strong>Manuela Mariani</strong></a></p>
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		<title>La Cabalà, Tarocchi e il Cervello Umano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Manuela Mariani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Dec 2012 22:10:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La via del matto]]></category>
		<category><![CDATA[AVERE LA ZUCCA VUOTA]]></category>
		<category><![CDATA[cervello umano]]></category>
		<category><![CDATA[Chokmah]]></category>
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					<description><![CDATA[Il cervello è diviso in due parti: gli emisferi destro e sinistro, collegati tra loro da un ponte chiamato corpo calloso. Nella terminologia della Cabalà le sephiroth Chokmah (Sapienza) e Binah (Intelligenza) formano due emisferi del cervello umano. La prima &#8230; <a href="https://www.ricerchenaturopatiche.it/la-cabala-tarocchi-e-il-cervello-umano/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.ricerchenaturopatiche.it/wp-content/uploads/2012/12/tarocchi.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-344" title="tarocchi" alt="" src="http://www.ricerchenaturopatiche.it/wp-content/uploads/2012/12/tarocchi-300x300.jpg" width="300" height="300" srcset="https://www.ricerchenaturopatiche.it/wp-content/uploads/2012/12/tarocchi-300x300.jpg 300w, https://www.ricerchenaturopatiche.it/wp-content/uploads/2012/12/tarocchi-150x150.jpg 150w, https://www.ricerchenaturopatiche.it/wp-content/uploads/2012/12/tarocchi.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Il cervello è diviso in due parti: </strong>gli emisferi destro e sinistro, collegati tra loro da un ponte chiamato corpo calloso.<br />
Nella terminologia della Cabalà le sephiroth Chokmah (Sapienza) e Binah (Intelligenza) formano due emisferi del cervello umano.<br />
La prima Sephirah (Chokmah) ha sede nell’emisfero destro, la parte dove non giudica e non limita, riceve passivamente e si estende su una vasta area, osserva l’immagine e sintetizza il tutto senza occuparsi del particolare. È la parte che attende alla sopravvivenza, alla consapevolezza del corpo, ha reazioni automatiche e simultanee.<br />
La seconda sephirah (Binah), risiede a sinistra e costituisce la capacità di focalizzare, criticare e giudicare. È la parte analitica, si occupa dei dettagli, procede passo passo e pezzo per pezzo, è lineare, consequenziale e consapevole del tempo.<br />
Per sviluppare ed utilizzare entrambe le funzioni dei due emisferi, è indispensabile l’opera di un terzo “cervello” posto a metà strada fra i due emisferi e che ho già citato: “il corpo calloso”.<br />
Alcuni cabalisti, associano questa terza parte del cervello alla sephirah Da’at, o conoscenza unificante. Si tratta della sede di un’intensa attività spirituale. È la percezione del sottile legame che unifica le varie situazioni ed eventi della vita, è la capacità di sentirsi un tutt’uno con quanto capiamo e conosciamo nella mente. IL “padre divino”, saggezza, emisfero destro, sposa totalmente la “madre divina”, intelligenza, emisfero sinistro.<br />
Se si osserva il cervello, esso disegna un germe il cui peduncolo è costituito dal tronco cerebrale. La parte finale che costituisce lo sbocco del midollo spinale, dopo aver compiuto la risalita della colonna vertebrale, il cervello diventa un inizio che ottempera alle strutture del triangolo superiore dell’Albero della Vita.<br />
Questo triangolo, composto dalle sephiroth Chokmah, Binah e Da’at, a livello del “corpo divino”, prende il nome di: “Grande Faccia Divina”. La Grande Faccia Divina, genera le altre sette sephiroth chiamate “Piccola Faccia Divina”, e le ricapitola tutte. Il cervello è in analogia con la carta numero 0 dei Tarocchi “Il Matto”. Il cappello del Matto infatti, è un copricapo con tre corni, e simboleggia il cervello: emisfero cerebrale destro, emisfero cerebrale sinistro con alla base il corpo calloso, un fascio di fibre nervose che garantisce la comunicazione tra gli emisferi. L’insieme dei colori del cappello del Matto è in analogia con il 7° chakra, perché simula un arcobaleno racchiuso nel prisma del colore bianco (totalità di tutti i colori). Come sappiamo, Dio comunica tramite il 7° chakra (il chakra della corona, chiamato anche profetico, in collegamento con la Sephirah Keter) ma è molto difficile accettare le indicazioni che vengono dalla follia del Matto e seguirle senza perdersi nel labirinto. Le indicazioni vengono dai sogni, dalle premonizioni, dalle analogie, dalle coincidenze cosiddette casuali, dalla divinazione: siccome il caso non esiste, gettare i dadi, estrarre delle carte, tirare le monete, avere un sogno, fare un incontro, in un certo senso tutto ciò che ci “capita” da Chokmah, può essere letto grazie a Binah.<br />
Il Matto è lo Zero, è quindi il simbolo della divinità nella sua totale incomprensibilità, la divinità che non è né maschio né femmina né androgino, ma senza forma perché le contiene tutte: solo la zucca vuota che il Matto si porta dietro simulando una borraccia può simboleggiare il Tutto che nello stesso tempo è niente.<br />
Ben venga quindi il detto “AVERE LA ZUCCA VUOTA”.</p>
<p style="text-align: justify;">autrice: <a title="manuela mariani" href="http://www.ricerchenaturopatiche.it/manuela-mariani/"><strong>Manuela Mariani</strong></a></p>
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		<title>Tarocchi e Fiori di Bach</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Manuela Mariani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Dec 2012 22:08:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La via del matto]]></category>
		<category><![CDATA[Fiori di Bach]]></category>
		<category><![CDATA[Hornbeam]]></category>
		<category><![CDATA[LIBERA TE STESSO]]></category>
		<category><![CDATA[Rock Rose]]></category>
		<category><![CDATA[Tarocchi]]></category>
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					<description><![CDATA[Esiste una relazione fondamentale tra il corpo fisico e i corpi sottili. I nostri corpi di energia giocano un ruolo maggiore nel mantenimento della salute. Perturbazioni energetiche nel corpo eterico, il primo corpo sottile della tradizione, precedono la manifestazione di &#8230; <a href="https://www.ricerchenaturopatiche.it/tarocchi-e-fiori-di-bach/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ricerchenaturopatiche.it/wp-content/uploads/2012/12/fiori-di-bach.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-327" title="fiori-di-bach" alt="" src="http://www.ricerchenaturopatiche.it/wp-content/uploads/2012/12/fiori-di-bach-300x225.jpg" width="300" height="225" srcset="https://www.ricerchenaturopatiche.it/wp-content/uploads/2012/12/fiori-di-bach-300x225.jpg 300w, https://www.ricerchenaturopatiche.it/wp-content/uploads/2012/12/fiori-di-bach-399x300.jpg 399w, https://www.ricerchenaturopatiche.it/wp-content/uploads/2012/12/fiori-di-bach.jpg 450w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><strong>Esiste una relazione fondamentale </strong>tra il corpo fisico e i corpi sottili. I nostri corpi di energia giocano un ruolo maggiore nel mantenimento della salute. Perturbazioni energetiche nel corpo eterico, il primo corpo sottile della tradizione, precedono la manifestazione di modelli semplificati di strutture anormali dell’organizzazione cellulare. <span id="more-177"></span>Cioè la malattia si manifesta nel corpo fisico dopo che perturbazioni di flusso energetico si siano cristallizzate nei campi sottili dei corpi di energia. Uno dei migliori modi di riequilibrare queste disfunzioni nei corpi sottili è di somministrare dosi terapeutiche di energia sottile sotto forma di rimedio vibratorio: cioè i Fiori di Bach.<br />
Le essenze di fiori vivi sono tra le più antiche di queste modalità naturali di guarigione. Facciamo un esempio: tutto in natura è composto di atomi che non sono entità fisse. Vibrano, oscillano a seconda del movimento rotatorio degli elettroni, quindi tutto vibra. Anche l’uomo vibra. Ogni cellula del corpo umano contiene miliardi di atomi che oscillano. Non le possiamo vedere queste vibrazioni, ma le possiamo registrare con strumenti molto sofisticati.<br />
Quando nasce, l’uomo ha la vibrazione naturale relativa al 1° chakra (il chakra della sopravvivenza). Man mano che cresce, la vibrazione cambia e si interseca con quelle degli altri chakra. Più l&#8217;uomo interagisce con questo tipo di energie, e più le sue esperienze evolutive lo mettono di fronte a problematiche da risolvere e a volte possono essere causa di grossi traumi. E così a volte può verificarsi che il sistema immunitario ne faccia le spese abbassandosi al di sotto di una certa frequenza. Appaiono, in questo modo, i primi sintomi, segnali che qualcosa turba la vibrazione-base, quella appunto della salute. Le cause possono essere endogene o esogene (interne o esterne): ambiente  familiare carico di tensioni, alimentazione scorretta, abitudini sbagliate (sedentarietà), inquinamento, ecc.<br />
I nostri stessi pensieri sono energia e come tali ci influenzano: sentimenti e pensieri negativi, se protratti nel tempo possono causare malattie perché abbassano la potenza del nostro campo energetico e ci allontanano dalla vibrazione della salute. All’epoca in cui nascono i Fiori di Bach non si sapeva ancora niente di psicosomatica e di medicina vibrazionale eppure il Dottor Bach aveva già capito il concetto di malattia attraverso l’osservazione quotidiana dei suoi pazienti, dei loro atteggiamenti mentali, della loro personalità e del loro carattere. Che dietro ogni malattia vi fosse un disagio dell’anima, Bach lo aveva capito molto presto. Aveva scritto in LIBERA TE STESSO: “Non vi è nessuna guarigione…senza la pace e senza una sensazione di gioia interiore”.<br />
Ma i Tarocchi, cosa centrano in tutto questo?<br />
Grazie alla loro simbologia i Tarocchi, in alcuni casi, ci aiutano a percepire l&#8217;energia dissonante che il &#8220;Matto&#8221; in quel particolare percorso sta attraversando. Collegando l&#8217;energia vibrazionale della carta all&#8217;energia vibrazionale del particolare fiore di Bach, possiamo riconoscerne un valido aiuto.<br />
Prendiamo sempre per esempio la carta numero 0 il Matto.<br />
Questo arcano è detto anche il Pazzo, ma non vi è alcuna relazione con la persona fuori di senno, bensì con l’espressione araba as-sah mat(a), che significa “il re è morto”. Ed è questa stessa espressione che traduciamo, nel gioco degli scacchi, con la locuzione “scacco matto”.Così in persiano, per esempio, il re e il gioco degli scacchi hanno lo stesso nome: sah (noi diciamo scià); mentre mat(a) significa “senza uscita, disperato”. Altrimenti detto il re è in una situazione senza uscita, disperata……..E’ matto.<br />
Avendo preso coscienza di trovarsi in una situazione senza sbocco, ha deciso di volgersi indietro, o più esattamente di operare la famosa “inversione delle luci”. Egli segue quindi un esame di coscienza, una regressione, una involuzione, quella che in ebraico viene chiamata una Teshouvah, cioè al tempo stesso un ripensamento e una penitenza. Quest’ultima parola ha assunto nella nostra lingua una connotazione peggiorativa e restrittiva lontana dal suo senso originale e che oggigiorno ai nostri occhi viene assimilata sempre all&#8217;azione di essere puniti, di pagare per le proprie colpe. Tutto questo si può mettere in parallelo con l’esagramma numero 24 dell’I King: il Ritorno.<br />
Questo “ritorno” si rivela con la conoscenza del sé. Il ritorno è piccolo e tuttavia differente dalle cose esteriori. Il ritorno serve alla conoscenza del sé. Il nostro personaggio ha quindi capito che doveva tornare al punto di partenza, rituffarsi nelle proprie origini, involversi per evolversi. Ecco perché il Matto è sia l’ultimo arcano maggiore, avendo assegnato il numero 22, sia il primo o, più precisamente, l’anteprimo (così come esiste il penultimo) arcano maggiore il cui numero è lo zero, lo zero delle origini, del nulla, dell’assoluto.“ Nella mia fine è il mio principio”, dicevano i Vangeli. E’ anche quello che vuole dirci il nostro Matto, dopo essersi volto su se stesso per ritrovare il suo punto d’origine. Egli porta il mondo nel suo fagotto, o più esattamente il Mondo, vale a dire tutto ciò che significa veramente il ventunesimo arcano maggiore. Oppure se è pazzo, come dice il suo soprannome, lo è di quella follia che rappresenta la saggezza divina che è pura follia in questo mondo. Il Matto può avere il numero 22, nel qual caso rappresenta una brusca partenza, un’iniziativa entusiasta, un modo di procedere, un viaggio, un tentativo da compiere, un colpo di follia, un periodo di transizione, oppure il suo numero è 0 e riguarda un ritorno, una regressione, un’involuzione necessaria prima di compiere un grosso balzo in avanti. In sostanza, può annunciare o un avanzamento o una regressione, ovviamente intesa come ritorno su se stessi.I fiori di Bach che riguardano questa carta possono essere sia quelli collegati al 1° chakra che al 7° chakra dal momento che il Matto funge da anello di collegamento del grande Cerchio. Perciò per quel che riguarda il suo ritorno (il Matto come numero zero), e cioè parliamo di nascita (1° chakra), possiamo riferirci ai fiori che emettono frequenze che riguardano la paura per la sopravvivenza: Mimulus: per la paura di oggetti e situazioni concrete. Rock Rose: per il panico e per il terrore irragionevole. Water Violet: per l’apertura al mondo e la solitudine orgogliosa.Vine: per il leader forte, ambizioso e determinato e per chi è inflessibile, sicuro di sé e tende a dominare gli altri. Hornbeam: per chi si trascina faticosamente senza energie e non riesce a sostenere il peso della vita.<br />
Se invece ci riferiamo al Matto come numero 22, ci riferiamo al 7° chakra: percorso verso Dio, viaggio, evoluzione, trapasso ecc. i fiori abbinati quindi saranno quelli adatti per andare verso la spiritualità: per chi sente una vaga paura e non sa bene di cosa; per aprirsi al trascendente e alla spiritualità. Walnut: per l’ansia di fronte al cambiamento e quindi imparare ad accettarlo. Cherry Plum: per il timore di perdere il controllo e per vincere la paura di perdersi.<br />
Ma quando troviamo in particolare uno stato del Matto bloccato possiamo consigliare: Walnut – il fiore della rinascita: per chi sta attraversando un periodo di transizione. Gli stati d’animo che contraddistinguono lo stato Walnut negativo sono: smarrimento, sensibilità, insicurezza e indecisione elevati all’ennesima potenza. In questo stato il naturale processo evolutivo viene bloccato, quasi reciso; l’individuo viene colto da angoscianti dubbi, dalla nostalgia e non ha più il coraggio di proseguire il cammino verso la piena maturità esistenziale. Nello stato bloccato in genere nella vita si hanno le idee chiare sulle proprie finalità e si sa esattamente quello che si vuole, ma momentaneamente si fa fatica a restare se stessi. Normalmente si reagisce in modo molto indipendente, ma ci si lascia condizionare momentaneamente dalla famiglia, dalle convenzioni sociali, da ricordi sentimentali o moniti di benintenzionati. Si è presa una decisione importante e manca soltanto l’ultimo passo per la sua realizzazione. Nonostante le nuove decisioni, ci si sente sempre condizionati da una vecchia consuetudine. Si è troncata una relazione di coppia, ma nonostante la separazione ci si sente ancora “in balia” del partner.<br />
Potenziale positivo: il pioniere che resta fedele a se stesso. Si osa il nuovo. Si fa il primo passo. Si è immuni dagli influssi esterni e aperti ad ispirazioni interiori. Si ha “carattere”.<br />
Si procede imperterriti per la propria strada nella vita.</p>
<p>autrice: <a title="manuela mariani" href="http://www.ricerchenaturopatiche.it/manuela-mariani/"><strong>Manuela Mariani</strong></a></p>
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		<title>Malkut i piedi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Manuela Mariani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Dec 2012 22:06:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[I piedi hanno un significato molto profondo, nella Cabalà corrispondono alla Sephirah Malkut. L’albero della Vita sorge sulle radici invisibili dell’En Sof, si manifesta in Keter, la prima delle dieci Sephiroth, e fiorisce in Malkut, decima e ultima Sephirah. Nell’ottica &#8230; <a href="https://www.ricerchenaturopatiche.it/malkut-i-piedi/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.ricerchenaturopatiche.it/wp-content/uploads/2012/12/albero_della_vita.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-309" title="albero_della_vita" alt="" src="http://www.ricerchenaturopatiche.it/wp-content/uploads/2012/12/albero_della_vita-300x212.jpg" width="300" height="212" srcset="https://www.ricerchenaturopatiche.it/wp-content/uploads/2012/12/albero_della_vita-300x212.jpg 300w, https://www.ricerchenaturopatiche.it/wp-content/uploads/2012/12/albero_della_vita-422x300.jpg 422w, https://www.ricerchenaturopatiche.it/wp-content/uploads/2012/12/albero_della_vita.jpg 805w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>I piedi</strong> hanno un significato molto profondo, nella Cabalà corrispondono alla Sephirah Malkut.<br />
L’albero della Vita sorge sulle radici invisibili dell’En Sof, si manifesta in Keter, la prima delle dieci Sephiroth, e fiorisce in Malkut, decima e ultima Sephirah. Nell’ottica dell’albero, a livello corporeo, i piedi, che come ho detto corrispondono a Malkuth, sono le radici dell’albero umano. <span id="more-175"></span><br />
Malkuth è il regno, è il ricettacolo di tutte le energie divine venute dall’alto. Gli ebrei la chiamavano “la regina” colei alla quale sono affidati tutti i poteri del “re” Keter. Se la testa in alto “Keter” ricapitola tutto il corpo, in basso “Malkuth” i piedi, lo ricapitolano anch’essi e portano il suo divenire in potenza. Nella prospettiva cristiana, l’incarnazione di Cristo è la discesa di Dio che da Keter viene in Malkuth, i piedi cosmici (legati al simbolismo del segno zodiacale dei pesci). Partendo dai piedi, l’uomo deve crescere, come un albero e raggiungere la cima. Nella Medicina Tradizionale Cinese, il meridiano del Rene, comincia sotto il piede ed esattamente nell’avvallamento al centro della pianta del piede, alla giunzione fra il terzo anteriore e medio (dita escluse), e fra la seconda e la terza articolazione metatarso-falangea, e prende il nome di “FONTE ZAMPILLANTE” l’inizio di tutto, lo zampillio della sorgente. Tra i cinque elementi appartenenti alla Medicina Tradizionale Cinese (legno, fuoco, terra, acqua), i reni appartengono all’elemento acqua. L’acqua conferisce all’individuo la base necessaria, lo sfondo. La catena degli antenati, il potenziale raccolto dai propri avi, quello che si è accumulato materialmente con il passare delle generazioni, costituisce la chiave di volta delle funzioni vitali. L’energia innata, le inclinazioni, i talenti e le capacità sono raccolti in questo grande potenziale. La prima partenza di ogni crescita si compie nell’infanzia. Il piede è legato all’infanzia, specialmente all’infanzia intrauterina. Dal punto di vista embrionale il piede è l’ultima parte del corpo a formarsi e raggiunge la sua forma definitiva solo attorno ai cinque anni di età del bambino. Anche i piedi sono in analogia con la carta numero 0 dei Tarocchi “Il Matto”. Il Matto infatti, rappresenta il nostro essere bambino e sta per inizi spontanei e per franchezza priva di pregiudizi. È indice di spensieratezza giocosa e di leggerezza che deriva dalla gioia di vivere e ci avverte che stiamo entrando, stupefatti, in un nuovo mondo senza avere nessuna aspettativa precisa. Il Matto è il pellegrino che ci accompagna durante tutto il percorso iniziatico, cominciando dal numero 0 scandisce i suoi passi e le stagioni della vita e chiude il suo ciclo arrestandosi là, dove tutto si compie (Il Mondo). Ma alla chiusura del cerchio manca ancora un tassello, un’ultima tappa imprevista e fluttuante nel nulla di cui apparentemente si nutre. Il Matto, nella sua dimensione del numero 22, si presenta con scarpe logore e sformate, sinonimo di un lungo cammino; e le sue calze non sono più intrise nel colore blu della mente come quando era Bagatto ma gialle, colore dello spirito. I passi del Matto sono guidati dalla sapienza dello Spirito, quello stesso Spirito che sceso da Keter, attraversa l’Albero-Uomo e si ferma a Malkut nei piedi ricapitolando anche lì tutta la sua divinità. A proposito di attinenza con il Matto e i piedi: credo che sia capitato a tutti aver provato il dolore ai piedi dovuto magari ad un paio di scarpe strette, ebbene, avete provato a ragionare?</p>
<p style="text-align: justify;">autrice: <a title="manuela mariani" href="http://www.ricerchenaturopatiche.it/manuela-mariani/"><strong>Manuela Mariani</strong></a></p>
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		<title>I simboli della croce, della spada e del cubo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Manuela Mariani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Dec 2012 22:02:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[La vita terrena si manifesta con l’incontro tra lo spirito e la materia. È il così detto matrimonio alchemico quando la materia viene fecondata dallo spirito. Non si vive di solo pane, predicava Gesù, infatti, in tutto ciò che esiste &#8230; <a href="https://www.ricerchenaturopatiche.it/i-simboli-della-croce-della-spada-e-del-cubo/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.ricerchenaturopatiche.it/wp-content/uploads/2012/12/croce_spada.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-322" title="croce_spada" alt="" src="http://www.ricerchenaturopatiche.it/wp-content/uploads/2012/12/croce_spada-300x300.jpg" width="300" height="300" srcset="https://www.ricerchenaturopatiche.it/wp-content/uploads/2012/12/croce_spada-300x300.jpg 300w, https://www.ricerchenaturopatiche.it/wp-content/uploads/2012/12/croce_spada-150x150.jpg 150w, https://www.ricerchenaturopatiche.it/wp-content/uploads/2012/12/croce_spada.jpg 335w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>La vita terrena si manifesta</strong> con l’incontro tra lo spirito e la materia. È il così detto matrimonio alchemico quando la materia viene fecondata dallo spirito. Non si vive di solo pane, predicava Gesù, infatti, in tutto ciò che esiste c’è materia e spirito. L’essere umano sente dentro di sé una forza che lo spinge alla ricerca continua di Dio.<br />
Ma chi è Dio se non tutto ciò che esiste compreso l’essere umano? Ciò che differenzia l’uomo dagli animali, è proprio questa richiesta che l’anima gli rivolge continuamente. Siamo tutti pellegrini in viaggio. In una solitudine profonda che lo esorta a colmare un vuoto inspiegabile, il pellegrino intraprende un viaggio senza fine con lo scopo di trovare ciò che non troverà mai perché inesistente “la perfezione”. Ognuno di noi si è sempre interrogato sulla propria provenienza e questo interrogativo è stato la spinta che fin dalla notte dei tempi l’individuo ha tentato di soddisfare, conoscere e colmare attraverso i riti, i sacrifici, la preghiera e la scienza. L’interesse lo spinge a superare i limiti della sua ricerca ma si accorge che più cerca e più trova, più trova e più cerca. Perché? La mia domanda è: se l’uomo è perfetto, perché si sente mancante di quel qualcosa indefinibile che lo rende bisognoso mettendolo nella costante condizione della ricerca di Dio o comunque si voglia chiamare? Se tutto ciò che esiste è ad immagine di Dio, Dio è perfetto? Io credo di no. Il Creatore non può essere perfetto perché tutto ciò che esiste è rivolto verso di Lui/Lei. Tutto ciò che esiste cresce verso l’alto, proprio verso Colui/Colei che aspiriamo a ritrovare. Dio è perfetto nella sua imperfezione, così come lo è ognuno di noi.<br />
Nell’incontro tra lo spermatozoo e l’ovulo, c’è l’incontro magico che caratterizzerà l’individuo in modo perfetto. Se dunque già è naturalmente perfetto, di cosa siamo mancanti? La mia conclusione a questo interrogativo è che siamo infiniti. Questo incontro tra infinito e finito apparente, si può idealizzare nella croce. Pur offrendo una pluralità impressionante di stili, la composizione di base della Croce è invariabilmente la stessa: l’incrocio di due assi, uno orizzontale, che unisce la destra e la sinistra, l’ovest e l’est; l’altra verticale, che unisce l’alto e il basso, il nord e il sud. Come tale, la croce costituisce il simbolo di unione, riunendo le coppie di opposti complementari e accorpando, in un unico segno, l’insieme dei valori fondamentali: i punti cardinali, i quattro elementi primari, le polarità ecc.<br />
Dal punto di vista personale questa fusione di opposti si manifesta con una maggiore consapevolezza, si intraprende il viaggio verso la Verità. Questo viaggio infinito, risveglia e mette l&#8217;essere umano di fronte al fatto che in lui esistono facoltà latenti che ognuno di noi ha all’interno di se stesso. Sul piano materiale si concretizza con uno strumento esoterico: la Spada. Questo strumento diventa così, come la Croce, il simbolo tangibile della “cosa unica” (come diceva Ermete, il tre volte Maestro) che ne fa il ponte tra l’alto e il basso, tra il Cielo e la Terra, tra il Macrocosmo e il Microcosmo. Identificata con la luce, la spada così come la croce, procura la conoscenza e libera l’uomo tagliando le catene materiali e interiori che ostacolano la sua evoluzione. Secondo lo <em>Zohar</em>, la spada contiene il quaternario del tetragramma sacro “YHVH”: la lettera Yod ne è il pomo, la lettera Vav la lama, le due Hey sono i due tagli. Nella Bibbia la spada è l’arma che protegge l’Eden: “Dio scacciò l’uomo e pose ad oriente del giardino dell’Eden i cherubini e la fiamma della spada folgorante, per custodire la via dell’Albero della Vita”. Degli esseri umani è quello di diventare sovrani di se stessi riuscendo a dominare tutto ciò che compone la propria natura. Diventare re non è difficile: bastano coraggio, forza e intelligenza. Essere un buon re richiede invece dedizione, lealtà, giustizia e onore. Un buon re governa con la spada, ma anche e soprattutto con il cuore e con la mente, con l’amore e con l’intelligenza.<br />
La Croce, con le sue quattro direzioni ci conduce al cubo. Tutte le statue egiziane che rappresentano re e divinità sono sedute su una sedia a forma di cubo. Perché? Il cubo, formato da quattro lati, è il simbolo della resistenza, della stabilità e della realizzazione completa. È detto nei Vangeli: “La pietra che gli operai hanno rigettato è divenuta la pietra d’angolo”. La pietra cubica era un simbolo che rappresentava Gesù. Quando si snoda un volume cubico esso diventa una croce e la croce rappresenta il Cristo. E che cos’ è l’uomo se non il Cristo quando arriva ad unirsi al suo Sé divino? Ognuno di noi è una pietra cubica e ci sviluppiamo a forma di croce come l’Uomo Vitruviano di Leonardo Da Vinci. Dunque la Croce, la Spada e il Cubo sono la stessa cosa. Tutto deriva dal Creatore, è Lui che ha lavorato con gli elementi e i numeri per creare Tutto Ciò che Esiste, e Tutto Ciò che Esiste è a Sua immagine e somiglianza. All’interno del nostro cuore Egli ha posto la Verità ma, poiché sarebbe troppo semplice trovarla, andiamo all’esterno di noi cercando invano ciò che già abbiamo.<br />
Il Creatore, sempre misericordioso verso i suoi figli che mai abbandona, ha fatto in modo però, che l’uno possa essere lo specchio dell’altro. In questo modo abbiamo la possibilità di scoprire la Verità facendo esperienza anche attraverso l’altro, grazie a questa forza che si chiama Amore che tutto muove.</p>
<p style="text-align: justify;">autrice: <a title="manuela mariani" href="http://www.ricerchenaturopatiche.it/manuela-mariani/"><strong>Manuela Mariani</strong></a></p>
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		<title>Il Bagatto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Manuela Mariani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Dec 2012 21:54:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La via del matto]]></category>
		<category><![CDATA[ADENINA]]></category>
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		<category><![CDATA[CITOSINA e GUANINA]]></category>
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					<description><![CDATA[Colui che cerca se stesso incontra il Bagatto. Chi è il Bagatto? Si tratta di uno stregone o di un mago. La differenza? È una e fondamentale: lo stregone esercita il suo potere nel mondo della natura e nella vita, &#8230; <a href="https://www.ricerchenaturopatiche.it/il-bagatto/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.ricerchenaturopatiche.it/wp-content/uploads/2012/12/bagatto1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-315" title="bagatto" alt="" src="http://www.ricerchenaturopatiche.it/wp-content/uploads/2012/12/bagatto1-300x245.jpg" width="300" height="245" srcset="https://www.ricerchenaturopatiche.it/wp-content/uploads/2012/12/bagatto1-300x245.jpg 300w, https://www.ricerchenaturopatiche.it/wp-content/uploads/2012/12/bagatto1-366x300.jpg 366w, https://www.ricerchenaturopatiche.it/wp-content/uploads/2012/12/bagatto1.jpg 800w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Colui che cerca se stesso</strong> incontra il Bagatto. Chi è il Bagatto? Si tratta di uno stregone o di un mago. La differenza?<br />
È una e fondamentale: lo stregone esercita il suo potere nel mondo della natura e nella vita, mentre il mago ci illude, ci inganna sulla realtà delle cose.<br />
Gli uomini si rendono colpevoli di tante tragedie, crimini, orrori in tutto il mondo che si fatica a immaginare che la magia sia in noi. Tuttavia il messaggio del Bagatto è che nulla è magico, contrariamente a ciò che ci vuol far credere il mago, l’illusionista. Siamo noi che rendiamo il mondo magico grazie al potere della nostra volontà che agisce su tutto ciò che esiste. Chi sono i maghi di oggi? Sono maghi tutti quegli uomini che riescono a illudere: il mago della finanza, del calcio, ci sono maghi purtroppo anche nel campo della medicina.<br />
L’energia del mago però, viene espressa anche in situazioni più quotidiane: un abile cuoco per esempio, che con soli pochi ingredienti riesce a cucinare piatti appetitosissimi. Una brava padrona di casa, che riesce far sentire a proprio agio i suoi invitati, anche quelli inaspettati. Un bravo mago è anche quella persona che riesce a destreggiarsi in situazioni stressanti in un giorno in cui la sua agenda è piena di impegni oppure, chi riesce a portare pace in una situazione litigiosa che si è creata. Nel mazzo dei Tarocchi è la carta numero 1 e in quanto uno contiene tutte le potenzialità per poter svolgere ogni lavoro con il massimo del successo. Il Bagatto infatti, sul suo tavolo di lavoro ha tutti gli strumenti possibile che gli permettono di realizzare la sua creatività. Gli strumenti non sono altro che i quattro elementi cosmici: una spada (elemento aria, maschile e attivo), indice di razionalità, rapidità mentale e di espansione, proprietà di una mente che discrimina, divide e analizza. Una coppa (elemento acqua, femminile e ricettivo), mondo delle emozioni, indice di contenimento, amore e passione. Una moneta, (elemento terra, femminile e condensante), simbolo delle cose materiali e della realizzazione pratica. Un bastone, (elemento fuoco, maschile e trasformatore), aspetto creativo, rivolto a cielo, indice di calore e trasformazione.<br />
Se pensiamo in termini scientifici a quell’incredibile mescolanza che costituisce il patrimonio genetico, capace di caratterizzarci individualmente, scopriremo anche qui quattro semi: le quattro basi che si chiamano ADENINA, TIMINA, CITOSINA e GUANINA, che si alternano e s’inseguono lungo la catena del DNA. Nella mano destra stringe una bacchetta, congiunzione tra cielo e terra. Attraverso la bacchetta, canalizza l’energia cosmica e dà vita a tutto ciò che crea.<br />
Per fare questo comunque, il Bagatto ha ben piantati i piedi nella terra. Questo gli permette di essere sempre presente a se stesso. Sugli angoli di un tappeto quadrato, posiziona quattro candele accese che rappresentano i quattro elementi della terra. Osserva attentamente la fiamma delle candele, e quando sei pronto per poter riprodurre la stessa immagine dentro di te, chiudi gli occhi. Respira profondamente. Concentrati sulla respirazione: all’aria che entra, all’aria che esce. Mentre respiri immagina che il fuoco di queste quattro candele penetri nel tuo corpo e purifichi ogni organo apportandogli benessere e guarigione.<br />
Respirando ancora più profondamente, immagina che lo stesso calore scaturito dalla fiamma delle candele, vada ancora più in profondità fino a raggiungere il tuo DNA. Respirando sempre più profondamente, visualizza ogni colore dell’arcobaleno che vivifica tutte le eliche del tuo DNA sentendoti in uno stato di profondo rilassamento e benessere.<br />
Quando pensi che il lavoro si sia concluso, con i tuoi tempi torna alla realtà sentendo il contatto con il pavimento e riaprendo gli occhi.</p>
<p style="text-align: justify;">autrice: <a title="manuela mariani" href="http://www.ricerchenaturopatiche.it/manuela-mariani/"><strong>Manuela Mariani</strong></a></p>
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		<title>Gli Arcani Maggiori e i Chakra come ruote della vita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Manuela Mariani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Dec 2012 21:52:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La via del matto]]></category>
		<category><![CDATA[chakra]]></category>
		<category><![CDATA[karma]]></category>
		<category><![CDATA[ruote della vita]]></category>
		<category><![CDATA[yoga]]></category>
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					<description><![CDATA[I 7 Chakra, insieme ai 22 arcani maggiori dei Tarocchi, formano un tutto e raccontano una storia. La storia della nostra vita. Chakra è una parola sanscrita che significa ruota, cerchio e che designa il disco solare, attributo del dio &#8230; <a href="https://www.ricerchenaturopatiche.it/161/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.ricerchenaturopatiche.it/wp-content/uploads/2012/12/chakra.png"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-318" title="chakra" alt="" src="http://www.ricerchenaturopatiche.it/wp-content/uploads/2012/12/chakra-257x300.png" width="257" height="300" srcset="https://www.ricerchenaturopatiche.it/wp-content/uploads/2012/12/chakra-257x300.png 257w, https://www.ricerchenaturopatiche.it/wp-content/uploads/2012/12/chakra.png 311w" sizes="auto, (max-width: 257px) 100vw, 257px" /></a>I 7 Chakra,</strong> insieme ai 22 arcani maggiori dei Tarocchi, formano un tutto e raccontano una storia. La storia della nostra vita.<br />
Chakra è una parola sanscrita che significa ruota, cerchio e che designa il disco solare, attributo del dio induista Visnu, soprannominato “colui che interviene”.<span id="more-161"></span><br />
L’esistenza e l’utilità dei chakra si basano su quattro principi fondamentali: karma, maya, nirvana e yoga, principi regolatori delle leggi della vita.<br />
Il karma o atto è legge di causa ed effetto che costringe l’anima a vivere, morire e rinascere all’infinito, secondo le credenze della reincarnazione. La maya che significa illusione, apparenza, è la concatenazione dei cicli perpetui, gli avvenimenti, circostanze, passioni, desideri che gettano un velo sugli occhi degli uomini.Il Nirvana che viene spesso tradotto con illuminazione o estasi ma che, letteralmente significa estinzione, sparizione, è una liberazione, un’uscita dal ciclo delle rinascite che incatenano l’anima.<br />
Lo yoga è un insieme di tecniche fisiche e mentali che l’uomo può utilizzare per raggiungere questa liberazione. Sono tecniche che poggiano su esercizi il cui obiettivo è attivare i chakra (respirazione, meditazione, visualizzazione, asana ecc.). I chakra sono centri vitali situati tra il corpo sottile o eterico e l’involucro carnale che li unisce l’uno all’altro.<br />
Se ne distinguono 7 principali, ognuno avente una funzione specifica ma legati gli uni agli altri e posti lungo il sushumna, il canale più importante all’interno del quale circolano le energie fisiche e psichiche dell’uomo, che corre lungo la spina dorsale, dalla sua base fino alla sommità del capo (la famosa kundalini).</p>
<p><strong>La via del matto<br />
</strong><br />
Attraverso i Chakra il Matto è obbligato a trasformare la sua energia di volta in volta e a farne tesoro. Egli trae la sua forza evolutiva e dinamica dalle sue debolezze e dai suoi limiti, passa senza posa da un’energia all’altra, dal 1° chakra, che rappresenta la materialità, la Grande Madre, (l&#8217;energia del Diavolo che è quella più solida e quindi anche quella della sopravvivenza detta kundalini), al 7° rappresentato dalla spiritualità che ci collega al Padre Divino (la Temperanza l&#8217;angelo che sta a guardia del tempio divino e poi di nuovo a diventare il Matto che è il contatto diretto con Dio).<br />
Ma cosa sono gli Arcani Maggiori dei Tarocchi? E soprattutto chi è il Matto? I 22 arcani maggiori compongono un alfabeto. Si tratta dell’alfabeto dell’anima. Ognuno di essi possiede una forte energia, quasi una forma che nasconde un archetipo contenente un messaggio di vita. Sono tutti unici e nello stesso tempo collegati gli uni agli altri tramite il principio rappresentato dal Matto che, assumendo un ruolo d’intermediario, è l’essere incarnato il cui destino è quello di non fermarsi mai, di passare permanentemente da uno stato ad un altro (dal Bagatto fino a raggiungere il Mondo). Poi, ancora di nuovo per iniziare tutto daccapo in un’altra dimensione finché la sua materia non si assottiglia diventando spirito evoluto. Nessuna tappa, nessuna esperienza è fine a se stessa. Il Matto è ognuno di noi e come il Matto siamo obbligati a percorrere la sua stessa via per l&#8217;eternità anche se desideriamo fermarci in uno stato perché riteniamo penoso lasciarlo. Sono le nostre illusioni a farci credere di possedere tutto ciò che ci lega a questo mondo.<br />
Il Matto scende libero nello stesso modo in cui risale.<br />
Identificandoci per un istante con il Matto, ed entrando per un momento nella ruota della vita, possiamo capire il significato simbolico essenziale del labirinto, percorso doloroso ma necessario per intraprendere la strada verso più nuove ed evolute avventure.</p>
<p>autrice: <a title="manuela mariani" href="http://www.ricerchenaturopatiche.it/manuela-mariani/"><strong>Manuela Mariani</strong></a></p>
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		<title>La Via del Matto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Manuela Mariani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Dec 2012 21:48:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La via del matto]]></category>
		<category><![CDATA[Cabala]]></category>
		<category><![CDATA[Kether]]></category>
		<category><![CDATA[l'albero della vita]]></category>
		<category><![CDATA[La Via del Matto]]></category>
		<category><![CDATA[Malkuth]]></category>
		<category><![CDATA[Tarocchi]]></category>
		<category><![CDATA[Yesod]]></category>
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					<description><![CDATA[Un viaggio spirituale tra Cabalà e Tarocchi Il lavoro dell&#8217;Umanità consiste nell&#8217;incorporare le energie che ci strutturano e ci separano dalla nostra vera Casa. La rivelazione consiste nel far cadere il velo davanti ai nostri occhi per scoprire una nuova &#8230; <a href="https://www.ricerchenaturopatiche.it/la-via-del-matto/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="center">Un viaggio spirituale tra Cabalà e Tarocchi</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a href="http://www.ricerchenaturopatiche.it/wp-content/uploads/2012/12/matto.gif"><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-334" title="matto" alt="" src="http://www.ricerchenaturopatiche.it/wp-content/uploads/2012/12/matto-300x297.gif" width="300" height="297" srcset="https://www.ricerchenaturopatiche.it/wp-content/uploads/2012/12/matto-300x297.gif 300w, https://www.ricerchenaturopatiche.it/wp-content/uploads/2012/12/matto-150x150.gif 150w, https://www.ricerchenaturopatiche.it/wp-content/uploads/2012/12/matto-302x300.gif 302w, https://www.ricerchenaturopatiche.it/wp-content/uploads/2012/12/matto.gif 611w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Il lavoro dell&#8217;Umanità </strong>consiste nell&#8217;incorporare le energie che ci strutturano e ci separano dalla nostra vera Casa. La rivelazione consiste nel far cadere il velo davanti ai nostri occhi per scoprire una nuova qualità di luce, luce che un altro velo separa ancora dal Padre e così via…<br />
Ancora una volta il viaggio del nostro eroe &#8220;il Matto&#8221;, lo mette di fronte a prove da affrontare per dissolvere queste nubi-schemi e avere così l&#8217;opportunità di varcare le porte successive per raggiungere il traguardo all&#8217;apparenza lontano. Così, dopo che ha perduto l’Eden, il nostro Adamo (il Matto) ha la possibilità di risalire l’Albero della Vita.<br />
In questo modo, il Folle, non è più &#8220;l’errante&#8221;, ma si trasforma in &#8220;viaggiatore consapevole&#8221;. Il viaggio essenziale che la tradizione propone è quello di andare verso se stessi, verso il proprio compimento.<br />
<strong>Un viaggio attraverso l’albero della vita.</strong><br />
Partendo dalla Sephirà Malkuth, questo itinerario è il modello universale di ogni cammino e crescita evolutiva.Attraverso i 22 sentieri che collegano le Sephiroth dell’Albero, dieci stati della consapevolezza, il Matto deve imparare a gestire situazioni e sfide che incontrerà sulla via dell’illuminazione.<br />
Per il nostro eroe è necessario risolvere il mistero del simbolico albero proibito che indica la via di entrata nella trappola che, percorsa alla rovescia, diviene la via d’uscita.<br />
I 22 sentieri insieme con le 10 Sephiroth costituiscono le 32 vie attraverso le quali la Divinità scende nell’uomo, ma sono anche le vie per le quali l’uomo può a sua volta ascendere fino alla Divinità, in un processo di alchimia spirituale.Tutte le cose create devono essere riconosciute come buone. L’uso che se ne fa è nostra responsabilità.<br />
Ogni seminagione è divina.<br />
Ogni devastazione è umana.<br />
Dio ha creato la deambulazione ma non la claudicazione. Il procedere è cosa divina: il modo di procedere è cosa umana. La vista è cosa divina, la cecità e &#8220;scelta&#8221; umana. In questo percorso spirituale, attraverso la simbologia delle 22 lettere dell’alfabeto ebraico e quella dei 22 Arcani Maggiori dei Tarocchi, il Matto parte da Malkuth, la prima Sephirà dell’Albero della Vita e rappresenta il Regno, il pianeta Terra, è il luogo dove si fa esperienza della caduta, della povertà e della morte. Al livello fisico essa è la pianta dei piedi.<br />
Poi, raggiunge la Sephirà Yesod, il Fondamento. È il luogo dove si concentrano tutte le emozioni, controlla la vita sessuale, la cui giusta espressione è il fondamento su cui si basa la personalit�<br />
A livello fisico rappresenta gli organi sessuali; Arriva alla Sephirà Hod, lo Splendore. Qui trova la capacità dinamica dell’individuo, applicata al mutare delle circostanze esterne, l’adattarsi a nuove esperienze. Corrisponde alla qualità della semplicità, a non preoccuparsi troppo per il futuro, e alla capacità di lasciarsi trasportare dalla corrente divina. Al livello fisico corrisponde alla gamba sinistra. Il Viaggio attraverso l’Albero della Vita prosegue nella Sephirà Netzach, la Vittoria. È costanza e decisione, è il saper vincere, cioè saper integrare la vittoria nel modo giusto senza farsi sopraffare da essa. È qui che il nostro eroe trova il senso della sicurezza che pervade l&#8217;uomo giusto. Al livello fisico corrisponde alla gamba destra. Tiphereth, la Bellezza. È la Sephirà che ha il compito di armonizzare il due opposti modi operativi, la parte destra e sinistra, la luce e l&#8217;ombra. Corrisponde all&#8217;esperienza della Compassione, che è amore misurato, capace di lodare e di premiare, ma anche di rimproverare e di punire se necessario, affinché il bene si imponga sul male. Al livello fisico corrisponde al cuore. Il Matto arriva alla Sephirà Geburà, la Forza, la quale si incarica di restringere, diminuire, controllare e indirizzare la luce. È la mano sinistra, estesa per respingere, è ogni tipo di forza atta a porre limite e termine all’esistenza. Pur avendo delle connotazioni negative, senza questa Sephirà l&#8217;amore non potrebbe realizzarsi, perchè non troverebbe un recipiente atto a contenerlo. Al livello fisico, come abbiamo già ditto, corrisponde alla mano sinistra.Raggiunge la Sephirà Chesed, l’Amore che si esprime tramite benevolenza e generosità senza limiti. È l’amore che tutto perdona. Si tratta della capacità di attrarre a sè e perdonare. Di nutrire i meritevoli come i non meritevoli. È qui che il figliol prodigo, tornando a casa trova l’amore di suo Padre. Al livello fisico corrisponde alla mano destra. Sempre attraverso i sentieri preposti a collegare queste forze divine, arriva a Binà, l’Intelligenza. Si tratta della sede del pensiero logico, razionale e matematico. Binà ha la capacità di integrare nella personalità concetti e idee diverse, assimilandole e mettendole in comunicazione. Nel corpo umano Binà corrisponde all’emisfero cerebrale sinistro.Poi arriva a Chokhmà, la Sapienza. È l’illuminazione dell&#8217;intelletto, è il seme dell&#8217;idea, il pensiero interiore, è la capacità di pensare in maniera simultanea ma lineare. E&#8217; lo stato del non giudizio. Al livello fisico corrisponde all’emisfero cerebrale destro.<br />
Ed eccolo arrivato. Kether, la Corona. Simile ad una corona posta sulla sommità del capo, Kether è all’apice e sovrasta tutte le altre Sephiroth. Kether è il trascendente, l&#8217;ineffabile, l’origine di tutte le energie che riempiono le altre Sephiroth. Nel corpo umano essa non ha una corrispondenza specifica, perchè lo avvolge tutto, ma la si potrebbe associare alla scatola cranica. Secondo la Cabalà, Keter contiene una struttura tripartita, che nell’anima corrisponde alle tre esperienze di Fede, Beatitudine, Volere. Keter è la radice dell’Albero, che quindi è capovolto, dato che possiede le radici in alto e i rami in basso.Arrivato alla fine, il nostro viaggiatore si scopre così Dio; Ed è così che riprende di nuovo il suo viaggio con una nuova consapevolezza, una nuova evoluzione un potenziale divino che lo porta a sperimentare se stesso all’infinito, ora e per sempre fino a raggiunge la sua vera CASA, il centro di se stesso dell’ADAM KADMON.<br />
In questo modo egli si rende consapevole che il vero guardiano del Paradiso è l’uomo stesso.</p>
<p style="text-align: justify;">autrice: <a title="manuela mariani" href="http://www.ricerchenaturopatiche.it/manuela-mariani/"><strong>Manuela Mariani</strong></a></p>
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