Autostima

autostima

Stimarsi è importante, significa piacersi ed essere soddisfatti di se stessi, vuol dire volersi bene, godere appieno della propria esistenza. Ma spesso raggiungere questo obiettivo non è così semplice anzi, a volte cadiamo in una situazione paradossale, in cui ci sforziamo di stare bene ponendoci mete sempre più ambiziose ma, quando non riusciamo a raggiungerle finiamo per disistimarci. Allora cominciamo ad essere infelici, a sentirci a pezzi, a vivere un fallimento dopo l’altro. Ma questo paradosso ha un punto di partenza preciso: la convinzione che la nostra felicità dipenda da fattori esterni, che la nostra autostima dipenda dal raggiungimento di obiettivi di volta in volta sempre più ambiziosi e irraggiungibili.

In altre parole rimandiamo la stima di noi stessi ad un futuro che non c’è, che non sappiamo neppure quale sia, ad un momento che deve sempre arrivare. E intanto passano gli anni e cresci in noi la paura che quel momento non arriverà mai e, con essa, cresce anche il senso di fallimento.

Il rapporto col nostro domani ci pone in uno stato di attesa; nell’attesa vediamo l’avvenire venirci incontro con l’ansia che accompagna il timore che le nostre speranze possano non realizzarsi e i nostri timori si avverino. Il rapporto col nostro ieri ci vincola alla nostalgia legata ai ricordi “positivi” e il dolore legato ai ricordi “negativi”.

Ma come già scriveva Santo Agostino: il passato non è che un insieme di eventi che non ci sono più, mentre il futuro è costituito da eventi che non ci sono ancora. Agli uni e agli altri possiamo accedere solo attraverso la memoria e l’immaginazione, appunto ricordando il passato e progettando il futuro.