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	<title>Atena &#8211; RICERCHE NATUROPATICHE</title>
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	<description>L’Istituto di Ricerche Naturopatiche è un’Associazione che ha lo scopo di promuovere la conoscenza e la diffusione di ogni tipo di tecnica e disciplina naturale d’Oriente e d’Occidente</description>
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	<title>Atena &#8211; RICERCHE NATUROPATICHE</title>
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		<title>I ragni nei sogni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Manuela Mariani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Jan 2015 21:54:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il mito di Aracne Pallade Atena ascoltò con molto interesse il canto delle muse e concordò con loro la giustificata indignazione verso Aracne che si vantava di essere più brava di lei nell’arte della tessitura. Punta nel vivo, decise di &#8230; <a href="https://www.ricerchenaturopatiche.it/i-ragni-nei-sogni/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong>Il mito di Aracne</strong></p>
<p><a href="http://www.ricerchenaturopatiche.it/wp-content/uploads/2015/01/ragnatela.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-3006" src="http://www.ricerchenaturopatiche.it/wp-content/uploads/2015/01/ragnatela.jpg" alt="ragnatela" width="253" height="199" /></a><strong>Pallade Atena</strong> ascoltò con molto interesse il canto delle muse e concordò con loro la giustificata indignazione verso Aracne che si vantava di essere più brava di lei nell’arte della tessitura. Punta nel vivo, decise di dare una bella lezione all’impudente popolana figlia di Idmone di Colofone che aveva osato offendere la sua maestà.<br />
Malgrado le sue umili origini, Aracne si era fatta una certa fama come abile tessitrice della lana tanto che, per vedere i suoi meravigliosi lavori, le ninfe del Timòlo lasciarono i loro vigneti e quelle del Pactòlo le loro acque e vederla filare era un vero spettacolo. Nell’osservarla lavorare la lana, si capiva subito che la sua maestria veniva da Atena, ma lei sosteneva il contrario e, invece di essere fiera di cotanta maestra, diceva impermalita di essere pronta a gareggiare con lei.<br />
La dea, nella sua magnanima indulgenza, pur di dare una possibilità di salvezza ad Aracne, si travestì da vecchia imbiancandosi un po’ i capelli e, sorreggendosi a un bastone per sembrare piena di acciacchi, le suggerì di smettere di competere con gli dei dell’Olimpo e di accontentarsi di essere la più grande tessitrice tra i mortali. Se le avesse dato retta, proseguì a dire la vecchia, magari, Atena non le avrebbe di certo rifiutato il suo perdono. Ma lei niente! Fu irremovibile. Anzi, innervositasi, a stento si trattenne dal percuoterla rispondendole che certi consigli non richiesti poteva darli a sua nuora, se ne avesse avuta una oppure, a sua figlia e che lei invece era pronta a sfidare la dea.<br />
A tanta provocazione la dea si svelò e, mentre tutti le si prostrarono davanti, lei, l’arrogante Aracne, rimase impassibile e caparbia nella sua posizione.<br />
Cominciò in questo modo la gara tra le due, una di fronte all’altra, con le teste chine sui telai <em>“il pettine di canna tiene distinti i fili, la spola appuntita inserisce la trama, con l’aiuto delle dita, e i denti intagliati nel pettine, dando un colpo, comprimono la trama passata tra un filo e l’altro. Lavorano tutte e due di lena…mettono nel tessuto porpora che ha conosciuto la caldaia di Tiro, e sfumature delicate, distinguibili appena: così quando la pioggia rifrange i raggi solari, l’arcobaleno suole tingere con grande curva, per lungo tratto, il cielo…Anche intridendo i fili di duttile oro, e sulla tela si sviluppa un’antica storia.</em>” [1]<br />
Pallade dipinse gli dei assisi sugli alti scanni con aria grave e maestosa. Rappresentò Zeus al centro nella figura di un re, e tutti gli altri undici nelle loro più importanti imprese. Rappresentò se stessa raffigurata con lo scudo, con una lancia dalla punta acuta, con l’elmo in capo e il petto protetto dall’égida mentre percuote una pallida pianta d’olivo e, infine, la scena della propria vittoria.<br />
Aracne invece, dipinse Europa, ingannata da Zeus quando prese la falsa forma di toro per rapirla. Dipinse Leda, sdraiata sotto le ali del cigno/Zeus e lo stesso, che fattosi oro inganna Danae per possederla. Denunciò sulla sua tela tutti gli inganni di suo padre Zeus ma anche di tutti i suoi divini zii e fratelli.<br />
Nel vedere certe immagini, la bionda dea guerriera ci rimase malissimo e, in preda all’ira fece a brandelli la tela che illustrava a colori le colpe degli dei. Poi, con la spola di legno colpì sulla fronte Aracne tre, quattro volte finché la poveretta non corse ad infilare il collo in un cappio per rimanerci a penzolare.<br />
Vedendola pendere, Atena la maledisse e la trasformò dicendo: “<em>vivi pure, ma penzola, malvagia, e perché tu non stia tranquilla per il futuro, la stessa pena sia comminata alla tua stirpe e a tutti i tuoi discendenti!</em>” [2]<br />
Le spruzzò addosso succhi di erbe infernali che al solo contatto i capelli le scivolarono via e con essi il naso e gli orecchi. La testa divenne piccolissima a confronto a tutto il corpo mentre lo stesso prendeva dimensioni ridottissime ricoprendosi di peluria. Ai fianchi rimasero attaccate esili dita che fecero da zampe e tutto il resto divenne pancia.<br />
Aracne fu trasformata in un attimo in ragno e da quel momento il suo destino fu quello di tessere la tela con la sua saliva per l’eternità.</p>
<p>Ma santa Aracne, dico io… tutta questa cocciutaggine per diventare ragno per l’eternità…mah! Mai mettersi contro i potenti, specialmente quando questi sono immortali e perciò non hanno niente da perdere.</p>
<p>Scrive Dante Alighieri (Purgatorio, XII, 43-45)<br />
<em>O folle Aracne, sì vedea io te<br />
</em><em>Già mezza ragna, trista in su li stracci<br />
</em><em>De l’opera che mal per te si fé.</em></p>
<p>Il significato del ragno nei sogni è molto interessante e, nonostante la repulsione che spesso provoca questo insetto, può indurre il sognatore a riflettere su ciò che teme che sia in &#8220;agguato&#8221; attorno a lui.<br />
Il ragno vive al riparo della sua ragnatela, è un predatore, intrappola la sua vittima nella sua rete, la uccide e la paralizza.<br />
Può essere un insetto pericoloso perché può iniettare veleno, ma nello stesso tempo, possiede una creatività che si esprime nella tessitura della sua tela, nella perfezione, nella accuratezza e nella pazienza con cui si dedica a tale opera, che ne fanno simbolo di energia vitale legata alla creazione ed al rinnovamento. La tela del ragno, infatti, fa pensare a un mandala, ed il filo argenteo e resistente che i ragni secernono rappresenta il legame con il Se’ superiore, con la divinità e lo spirito.<br />
L’immagine del ragno nei sogni, è collegata agli strati più profondi dell’inconscio, e rappresenta contenuti che faticano ad arrivare alla coscienza, ecco perché si prova inquietudine, paura o pericolo al suo cospetto. Dice Jung: “<em>Il ragno come tutti gli animali a sangue freddo o come tutti quelli che non hanno un sistema nervoso cerebro-spinale, ha la funzione nella simbologia onirica di rappresentare un mondo psichico che ci è estraneo al massimo…</em>.”(C.G. Jung- Un mito moderno- Opere vol.X- Bollati Boringhieri To).<br />
Il simbolismo del ragno è spesso accostato ad un femminile divorante ed incombente che rimanda alla figura materna. Freud attribuisce al ragno il potere della madre che deve essere schiacciato per permettere al sognatore l’affrancamento dalla genitrice soffocante e andare verso una nuova compagna.</p>
<p><strong>Sognare una ragnatela &#8211; Alfredo scrive:<br />
</strong>Ho sognato di entrare in una casa che non conosco ma nel sogno era mia. Nell&#8217;aprire la porta ho toccato una ragnatela e non riuscivo più a liberare la mia mano da questo schifo anche perché, era buio e non avevo il controllo di ciò che stava succedendo. Ho appena acceso un mutuo potrebbe essere un motivo?</p>
<p><strong>Risposta</strong><br />
La ragnatela è in generale da associarsi a sentimenti di angoscia o preoccupazioni, a conflitti che il sognatore si trova a vivere, in cui si sente soffocare, che lo fanno sentire in trappola o che lo spaventano. Se per te il mutuo che hai acceso è motivo di preoccupazione direi proprio di si. Ti senti forse in trappola? Dai, è vero che gli anni passano ma in compenso avrai la casa dei tuoi &#8220;sogni&#8221;.</p>
<p><strong>Sognare un grosso ragno &#8211; Adele scrive:</strong><br />
Ho sognato di essere osservata da un grosso ragno. Il ragno si nascondeva e io ero così spaventata che pensavo solo a fuggire fino a che sono caduta. Presa dal panico mi sono svegliata in un bagno di sudore.</p>
<p><strong>Risposta</strong><br />
Sognare un grosso ragno che si nasconde, può rappresentare un problema che non riesci ad affrontare, in cui ti senti “invischiata” o che non accetti a livello cosciente e quando lo avverti come minaccioso, può collegarsi a una situazione sgradevole che incombe nella realtà.</p>
<p>Autrice: <a title="mm" href="http://www.ricerchenaturopatiche.it/manuela-mariani/"><strong>Manuela Mariani</strong></a></p>
<p>[1] Publio Ovidio Nasone – Metamorfosi VI – ed. Einaudi Torino 1979 pag. 213<br />
[2] Publio Ovidio Nasone – Metamorfosi VI – ed. Einaudi – Torino 1979 pag. 217</p>
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		<title>L&#8217;olio nel mito e nella magia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Manuela Mariani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Dec 2012 22:42:37 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Storia e magia delle piante e dei fiori]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ricerchenaturopatiche.it/wp-content/uploads/2012/12/ulivi.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-345" title="ulivi" alt="" src="http://www.ricerchenaturopatiche.it/wp-content/uploads/2012/12/ulivi-300x226.jpg" width="300" height="226" srcset="https://www.ricerchenaturopatiche.it/wp-content/uploads/2012/12/ulivi-300x226.jpg 300w, https://www.ricerchenaturopatiche.it/wp-content/uploads/2012/12/ulivi.jpg 390w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><br />
<strong>In Medio Oriente,</strong> come in Egitto, l’olio veniva utilizzato sia per illuminare le case al calar della notte, sia per bruciare sugli altari e nei templi, per preparare il cibo, per ungersi il corpo o per curarsi. L’olio è sempre stato un simbolo di purezza, e soprattutto di prosperità. <span id="more-220"></span><br />
Prima di parlare dell’olio però, è doveroso parlare dell’albero dell’olivo, albero di grandissima ricchezza simbolica.<br />
Questo albero, il cui frutto era garanzia di fecondità, longevità, purificazione e prosperità, era sacro alla dea Atena.<br />
Atena, dea guerriera figlia di Zeus e di Meti, prima moglie del dio, in gara per il dominio dell’Attica con Poseidone, piantò l’albero dell’olivo sull’Agropoli dopo aver ottenuto la vittoria sul dio del mare, diventando la protettrice delle città greche.<br />
L’olivo era anche l’albero di Apollo, in onore del quale i sacerdoti bruciavano olio di oliva nei templi dedicati al dio del sole. Anche la clava di Ercole sembra che sia stata di legno di olivo. Da questo legno infatti, venivano forgiati strumenti atti ad officiare il divino e venivano intagliate statuette rappresentanti divinità.<br />
Sempre in Grecia, l’olivo era l’albero consacrato alle iniziazioni dei misteri Eleusi.<br />
Nell’antica Roma il ramo di olivo era innanzitutto il simbolo della dea della pace e i soldati portavano corone di rami d’olivo nei cortei trionfali, poiché la dea Minerva (per i latini ma per i greci Atena) era anche la dea della guerra. Per implorare pace e protezione, anche gli ambasciatori si munivano spesso di rami d’olivo<br />
Ancora prima, la colomba liberata da Noè dopo il diluvio, portò nel suo becco un ramo d’ulivo in segno della rinnovata pace con Dio. L’olivo, albero della Terra Promessa, divenne il simbolo della sapienza, della bellezza e della rettitudine.<br />
L’olio, elemento prezioso estratto dalle olive, placa, purifica, nutre e fornisce combustione per lampade e candelabri (portatori di luce). L’olio, è naturalmente un simbolo di prosperità e l’antica religione ebraica lo considerava benedizione divina, portatore di gioia e di fraternità.<br />
È da sempre stato introdotto in tutte le religioni per officiare cerimonie come il battesimo, la cresima, usato nell’ordinamento dei sacerdoti e dei vescovi, nell’unzione dei malati, e per ultimo nell’estrema unzione come “viatico” per il passaggio nel mondo dell’Aldilà.<br />
Gli avventisti ricorrono, in caso di malattia, oltre che alla medicina tradizionale, anche al rito dell’unzione. Il pastore si reca dall’ammalato per officiare la cerimonia. L’unzione viene accompagnata dalla richiesta di perdono a Dio dei peccati commessi e con il supporto della preghiera si chiede la benedizione del malato al quale, a Dio piacendo è concessa la guarigione.<br />
Nei riti di unzione il simbolismo è più profondo. I re d’Israele erano unti e l’olio conferiva loro autorità, potenza e gloria da parte di Dio che era del resto conosciuto come il vero autore dell’unzione; per questo motivo l’olio nell’ebraismo e nella cristianità è considerato un simbolo dello Spirito di Dio, Mashiah (Messia), “unto” in ebraico, in greco Christòs.<br />
L’unto è così introdotto nella sfera divina e gli uomini non devono porre mano su di lui. L’olio consacra l’uomo a un servizio unico, straordinario e sacro: profeti, re e sacerdoti vengono unti durante le celebrazioni iniziatiche.<br />
Gesù è considerato come il re atteso, ma poiché egli non aveva ricevuto un’unzione materiale, quella dell’unzione spirituale gli è rimasta per antonomasia: lo Spirito Santo di cui l’olio è simbolo, è accordato pienamente a Gesù come per unzione.<br />
Sembrache dall’Africa del Nord per tradizione, le donne offrissero libagioni d’olio su altari di pietra grezza e gli uomini oliassero il vomere dell’aratro prima di affondarlo nella terra come offerta da dedicare all’invisibile. La tradizione in seguito, è stata adottata in tutte le terre del Mediterraneo.<br />
Simbolo della forza untuosa e fertilizzante, di colore solare, l’offerta dell’olio richiama la fecondità della terra sul solco aperto. Il vomere oliato che penetra il suolo può essere così la dolcezza, improntata a una riverenza quasi sacra, del contatto con la terra, che presiede al rito di fecondazione che rappresenta l’unione dei sessi.<br />
invisibile.</p>
<p><strong>Sognare di essere unto con l’olio.</strong></p>
<p><strong>Saverio scrive:</strong><br />
olio sulla testa che si riversava in tutto il corpo e ricadeva nella tinozza. Cosa può significare?</p>
<p><strong>Risposta:</strong><br />
Sicuramente bagnarsi con l’olio e ancora meglio sognare di essere bagnato da altri, riporta al rito dell’unzione.<br />
È certo che il suo inconscio la sta rassicurando sul fatto che non deve preoccuparsi di niente. Qualunque cosa o intenzione abbia messo in cantiere per lei (che è il designato) sarà cosa naturale raggiungere scopi e obiettivi. Si preannunciano quindi, tempi di vacche grasse, l’olio è da sempre sinonimo di abbondanza e prosperità.<br />
olio e significa che si compiranno azioni nobili e prestigiose. Chi più di chi sogna di essere unto può giocare i suddetti numeri senza essere baciato dalla fortuna?</p>
<p><strong>Sognare di ungere le ferite.</strong></p>
<p><strong>Katia scrive:</strong><br />
olio le sue piaghe. Possono esserci delle attinenze in merito? E se si cosa può significare?</p>
<p><strong>Risposta:</strong><br />
Gentilissima Katia, purtroppo lei si è già data una risposta. Sognare di ungere le ferite, può significare nel suo caso un tentativo di consolare suo padre. Alleviare le sue sofferenze prendendosi cura di lui.<br />
I numeri associati a questo sogno secondo la Smorfia, sono 69 e 88.</p>
<p>autrice: <a title="manuela mariani" href="http://www.ricerchenaturopatiche.it/manuela-mariani/"><strong>Manuela Mariani</strong></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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