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	<title>Apollo &#8211; RICERCHE NATUROPATICHE</title>
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	<description>L’Istituto di Ricerche Naturopatiche è un’Associazione che ha lo scopo di promuovere la conoscenza e la diffusione di ogni tipo di tecnica e disciplina naturale d’Oriente e d’Occidente</description>
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	<title>Apollo &#8211; RICERCHE NATUROPATICHE</title>
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		<title>La musica di Orfeo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Manuela Mariani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Mar 2020 14:32:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La ruota della vita]]></category>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><a href="https://www.ricerchenaturopatiche.it/wp-content/uploads/2020/03/orfeo.jpg"><img decoding="async" width="300" height="148" src="https://www.ricerchenaturopatiche.it/wp-content/uploads/2020/03/orfeo-300x148.jpg" alt="" class="wp-image-7268" srcset="https://www.ricerchenaturopatiche.it/wp-content/uploads/2020/03/orfeo-300x148.jpg 300w, https://www.ricerchenaturopatiche.it/wp-content/uploads/2020/03/orfeo-768x380.jpg 768w, https://www.ricerchenaturopatiche.it/wp-content/uploads/2020/03/orfeo-500x247.jpg 500w, https://www.ricerchenaturopatiche.it/wp-content/uploads/2020/03/orfeo.jpg 866w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></figure></div>



<p>Canterò, mia dolce Euridice, canterò perché niente ha più senso per me se non il canto, con cui cerco di lenire questo insopportabile tormento che è la mancanza di te, del tuo dolce riso, della luce e delle ombre che passavano nei tuoi occhi dallo sguardo innocente, delle tue danze leggiadre su letti di fiori e sulle rive dei ruscelli.</p>



<p>Dopo avere profondamente pianto Euridice sulla terra, Orfeo osò discendere fino allo Stige attraverso la porta di Tènaro e avanzando tra folle svolazzanti, tra i fantasmi dei defunti onorati di sepoltura, si presentò al signore dello spiacevole regno delle ombre Ade e a Persefone sua sposa. E facendo vibrare le corde della lira, così prese a dire cantando:</p>



<p>“O dèi del mondo che sta sottoterra, dove tutti veniamo a ricadere noi mortali creature senza distinzione, io non sono disceso qui per visitare il Tartaro buio. La ragione del mio viaggio è mia moglie, nel cui corpo una vipera calpestata ha iniettato veleno troncandone la giovane esistenza. Avrei voluto poter sopportare, e non posso dire di non aver tentato. Ma Amore ha vinto! E’ questo un dio ben noto lassù sulla terra; se lo è anche qui non so, ma spero di si; e se non è menzogna quanto si narra di un antico ratto, anche voi foste uniti da Amore”. <a href="#_ftn1">[1]</a></p>



<p>Piangevano le anime esangui mentre egli diceva queste cose e accompagnava le parole col suono della lira. E Tantalo non cercò di afferrare l’acqua che rifluendo gli sfuggiva, e la ruota di Issione si arrestò, attonita, e gli avvoltoi smisero di beccare il fegato, e le nipoti di Belo lasciarono stare le brocche e tu, Sisifo, ti sedesti sul tuo macigno. Si narra che allora per la prima volta s’inumidirono di lacrime le guance delle Furie, commosse dal canto. E né la consorte del re, né il re stesso degli abissi ebbero cuore di opporre un rifiuto a quella preghiera; e chiamarono Euridice…</p>



<p>Orfeo, letteralmente&nbsp;<em>Colui che è solo</em>, è il nome del mitico poeta figlio di Apollo e della Musa Calliope, fondatore della setta Orfica, nata in Tracia nel V-IV sec. a.C.. Al centro della riflessione orfica (come in genere nei Misteri ed in particolare nei culti dedicati a Dioniso) stava l’enigma della morte e della risurrezione. L’epilogo del mito, infatti, in cui vediamo Orfeo che, pur sventrato, continua a cantare il suo amore, è un messaggio di fede nella salvezza eterna.</p>



<p>Forse è un po’ troppo paragonare le città d’Italia come un paesaggio surreale da “day after” in cui tutti gli Italiani sono invitati tassativamente a rimanere in casa e uscire solo per motivi indispensabili. Per quanto mi riguarda, quando esco per motivi necessari, come portare il mio cane a passeggiare o andare a fare la spesa, vedere altre persone che, come me, e a ragion veduta, rigorosamente manteniamo le distanze di sicurezza “contagio” nascosti dietro a una mascherina con le mani protette da guanti e per alcuni anche occhiali da sole per proteggere gli occhi fa un po’ impressione. Ci muoviamo tutti in un silenzio tombale e sembriamo fantasmi che si spostano silenziosamente per le strade avvolti da dubbi e paure. Sembra veramente di essere scesi nel mondo sotterraneo del dio Ade. E allora ecco che ci viene in soccorso l’arte di Orfeo: la musica per esorcizzare la paura e sentirsi meno soli.</p>



<p>La musica come terapia contro la paura. L&#8217;Italia reagisce cantando all’emergenza del mostro coronavirus che blinda tutti in casa. L&#8217;appuntamento, a una ventina di giorni dai blocchi che hanno fatto del Paese una zona rossa unica, o quasi, non è più nei locali o nei parchi, ma sul balcone delle nostre case, ognuno munito di ciò che ha a disposizione: padelle, tamburi, e coperchi per esorcizzare il mostro. Tutti affacciati dunque per intonare una canzone tutti insieme, e il risultato è una melodia, diversa per ogni quartiere e città, che attraversa le regioni da Nord a Sud, ora seguendo le note dell&#8217;Inno di Mameli, ora canticchiando &#8220;Napul&#8217;è&#8221; di Pino Daniele, Azzurro di Adriano Celentano</p>



<p>E’ la voglia di andare avanti, ANDRA’ TUTTO BENE, è questo lo slogan. Il cielo è sempre più blu!</p>



<p class="has-text-align-center"><strong>FORZA ITALIA, TI RIALZERAI PIU’ FORTE DI PRIMA</strong></p>



<p><a href="#_ftnref1">[1]</a> Pubio Ovidio Nasone – Metamorfosi, Libro X – Ed. Einaudi Torino 1979</p>



<p>Autrice:&nbsp;<a href="http://www.ricerchenaturopatiche.it/manuela-mariani/"><strong>Manuela Mariani</strong></a></p>



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		<title>La Maledizione di Cassandra (L’incomunicabilità)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Manuela Mariani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Mar 2018 18:13:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ho sognato...]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="https://www.ricerchenaturopatiche.it/wp-content/uploads/2018/03/cassandra.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-6118" src="https://www.ricerchenaturopatiche.it/wp-content/uploads/2018/03/cassandra-300x150.jpg" alt="" width="300" height="150" srcset="https://www.ricerchenaturopatiche.it/wp-content/uploads/2018/03/cassandra-300x150.jpg 300w, https://www.ricerchenaturopatiche.it/wp-content/uploads/2018/03/cassandra-500x250.jpg 500w, https://www.ricerchenaturopatiche.it/wp-content/uploads/2018/03/cassandra.jpg 600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>
<p><strong>Quanto si sentiva bella</strong> e affascinante Cassandra nel far innamorare Apollo, il regale Apollo, il dio che con la mente tutto illumina sulla terra e che nel Sole ha il suo occhio che tutto vede!</p>
<p>Il dio che perde il senno per una donna, questa era davvero lusingante! Ed allora perché non approfittarne per ricevere da colui che tutto vede, la vista di ciò che verrà? Se il dio la voleva a tal punto, perché non approfittarne per ricevere il dono della preveggenza e divenire tra i mortali tanto potente da non avere pari? E poi? Che fare di un dio che si era così tanto umiliato, che era sceso a compromessi con la sua regalità per soddisfare un desiderio di voluttuosa brama? Non era forse vero che le uniche vestigia dell’amore che una donna poteva ricevere da un dio erano pregne di vergognose sciagure? Lo avrebbe svergognato di fronte a tutto l’Olimpo e se ne sarebbe andata con il suo dono estorto attraverso una promessa d’amore.<br />
Povera Cassandra, ignara di quanta sciagura si sarebbe attirata addosso!</p>
<p>Figlia di Priamo, re di Troia e della sua sposa Ecuba, Omero la chiama “la più bella tra le figlie di Priamo e di Ecuba”.</p>
<p>Secondo una versione mitologica, Cassandra un giorno si addormentò nel tempio di Apollo. Nel vederla il dio si invaghì di lei e subito la investì con la sua bramosa irruenza, assediandola con frenesia, forzandola ad accettarlo e pur di averla le promise di istruirla nell’arte della profezia. Cassandra, confusa, cominciò a concedersi, e lui, preso da un’euforica fretta le fece subito dono della profezia. A questo punto Cassandra cambiò idea negandosi al dio e decidendo di rimanere vergine, e il dio del Sole, colmo di ira e di sdegno la maledisse sputandole in bocca.</p>
<p>Poiché una promessa era uguale ad un giuramento Apollo, non potendola ritirare punì la sua superbia trasformando quanto le aveva concesso in una maledizione, e cioè a non essere creduta, e lei, che in questa preveggenza aveva sognato potere e rispetto si ritrovò reietta dagli uomini, come chi appunto porta un fardello non adatto a spalle umane, fardello perciò misterioso e minaccioso, ricolmo di malaugurate sciagure e di strazianti catastrofi.</p>
<p>Tanto è dannoso al genere umano il voler acuire la vista oltre il limite che gli è stato imposto dalla sorte.</p>
<p><strong>L’incomunicabilità nei sogni:</strong></p>
<p><strong>Flavio scrive:</strong></p>
<p><i>La scorsa notte ho sognato di non poter parlare perchè avevo paura di qualcosa che nel sogno non riuscivo a identificare; avevo la sensazione che una tragedia si stava abbattendo improvvisamente. Ero paralizzato e non usciva nessuna parola dalla mia bocca, così non potevo farmi capire, comprendere. Era qualcosa di pauroso che avvertivo soltanto io, perché le persone intorno a me sembravano serene e non percepivano nessun pericolo. Non ero in grado nemmeno di urlare, gridare, farmi sentire dagli altri. Che significato può avere questo sogno?</i></p>
<p><strong>Risposta:</strong></p>
<p>Alcune persone durante certi sogni, sentono un senso di paralisi davvero inquietante al punto di svegliarsi improvvisamente con un senso di terrore. Come se ci si trovasse in un mondo parallelo in cui chi sogna può vedere e sentire gli altri ma gli altri non si accorgono dell&#8217;altro; è una percezione allarmante perché si vive una sensazione di morte. Questi sogni indicano che il sognatore ha una enorme difficoltà a farsi capire e comprendere in primis dalla famiglia e poi dal mondo esterno. E&#8217; ciò che in questo momento della tua vita ti sta succedendo?</p>
<p>Autrice: <a title="manuela mariani" href="http://www.ricerchenaturopatiche.it/manuela-mariani/"><strong><u><span style="color: #0066cc;">Manuela Mariani</span></u></strong></a></p>
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		<title>L&#8217;olio nel mito e nella magia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Manuela Mariani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Dec 2012 22:42:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Ho sognato...]]></category>
		<category><![CDATA[Storia e magia delle piante e dei fiori]]></category>
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					<description><![CDATA[In Medio Oriente, come in Egitto, l’olio veniva utilizzato sia per illuminare le case al calar della notte, sia per bruciare sugli altari e nei templi, per preparare il cibo, per ungersi il corpo o per curarsi. L’olio è sempre &#8230; <a href="https://www.ricerchenaturopatiche.it/lolio-nel-mito-e-nella-magia/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ricerchenaturopatiche.it/wp-content/uploads/2012/12/ulivi.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-345" title="ulivi" alt="" src="http://www.ricerchenaturopatiche.it/wp-content/uploads/2012/12/ulivi-300x226.jpg" width="300" height="226" srcset="https://www.ricerchenaturopatiche.it/wp-content/uploads/2012/12/ulivi-300x226.jpg 300w, https://www.ricerchenaturopatiche.it/wp-content/uploads/2012/12/ulivi.jpg 390w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><br />
<strong>In Medio Oriente,</strong> come in Egitto, l’olio veniva utilizzato sia per illuminare le case al calar della notte, sia per bruciare sugli altari e nei templi, per preparare il cibo, per ungersi il corpo o per curarsi. L’olio è sempre stato un simbolo di purezza, e soprattutto di prosperità. <span id="more-220"></span><br />
Prima di parlare dell’olio però, è doveroso parlare dell’albero dell’olivo, albero di grandissima ricchezza simbolica.<br />
Questo albero, il cui frutto era garanzia di fecondità, longevità, purificazione e prosperità, era sacro alla dea Atena.<br />
Atena, dea guerriera figlia di Zeus e di Meti, prima moglie del dio, in gara per il dominio dell’Attica con Poseidone, piantò l’albero dell’olivo sull’Agropoli dopo aver ottenuto la vittoria sul dio del mare, diventando la protettrice delle città greche.<br />
L’olivo era anche l’albero di Apollo, in onore del quale i sacerdoti bruciavano olio di oliva nei templi dedicati al dio del sole. Anche la clava di Ercole sembra che sia stata di legno di olivo. Da questo legno infatti, venivano forgiati strumenti atti ad officiare il divino e venivano intagliate statuette rappresentanti divinità.<br />
Sempre in Grecia, l’olivo era l’albero consacrato alle iniziazioni dei misteri Eleusi.<br />
Nell’antica Roma il ramo di olivo era innanzitutto il simbolo della dea della pace e i soldati portavano corone di rami d’olivo nei cortei trionfali, poiché la dea Minerva (per i latini ma per i greci Atena) era anche la dea della guerra. Per implorare pace e protezione, anche gli ambasciatori si munivano spesso di rami d’olivo<br />
Ancora prima, la colomba liberata da Noè dopo il diluvio, portò nel suo becco un ramo d’ulivo in segno della rinnovata pace con Dio. L’olivo, albero della Terra Promessa, divenne il simbolo della sapienza, della bellezza e della rettitudine.<br />
L’olio, elemento prezioso estratto dalle olive, placa, purifica, nutre e fornisce combustione per lampade e candelabri (portatori di luce). L’olio, è naturalmente un simbolo di prosperità e l’antica religione ebraica lo considerava benedizione divina, portatore di gioia e di fraternità.<br />
È da sempre stato introdotto in tutte le religioni per officiare cerimonie come il battesimo, la cresima, usato nell’ordinamento dei sacerdoti e dei vescovi, nell’unzione dei malati, e per ultimo nell’estrema unzione come “viatico” per il passaggio nel mondo dell’Aldilà.<br />
Gli avventisti ricorrono, in caso di malattia, oltre che alla medicina tradizionale, anche al rito dell’unzione. Il pastore si reca dall’ammalato per officiare la cerimonia. L’unzione viene accompagnata dalla richiesta di perdono a Dio dei peccati commessi e con il supporto della preghiera si chiede la benedizione del malato al quale, a Dio piacendo è concessa la guarigione.<br />
Nei riti di unzione il simbolismo è più profondo. I re d’Israele erano unti e l’olio conferiva loro autorità, potenza e gloria da parte di Dio che era del resto conosciuto come il vero autore dell’unzione; per questo motivo l’olio nell’ebraismo e nella cristianità è considerato un simbolo dello Spirito di Dio, Mashiah (Messia), “unto” in ebraico, in greco Christòs.<br />
L’unto è così introdotto nella sfera divina e gli uomini non devono porre mano su di lui. L’olio consacra l’uomo a un servizio unico, straordinario e sacro: profeti, re e sacerdoti vengono unti durante le celebrazioni iniziatiche.<br />
Gesù è considerato come il re atteso, ma poiché egli non aveva ricevuto un’unzione materiale, quella dell’unzione spirituale gli è rimasta per antonomasia: lo Spirito Santo di cui l’olio è simbolo, è accordato pienamente a Gesù come per unzione.<br />
Sembrache dall’Africa del Nord per tradizione, le donne offrissero libagioni d’olio su altari di pietra grezza e gli uomini oliassero il vomere dell’aratro prima di affondarlo nella terra come offerta da dedicare all’invisibile. La tradizione in seguito, è stata adottata in tutte le terre del Mediterraneo.<br />
Simbolo della forza untuosa e fertilizzante, di colore solare, l’offerta dell’olio richiama la fecondità della terra sul solco aperto. Il vomere oliato che penetra il suolo può essere così la dolcezza, improntata a una riverenza quasi sacra, del contatto con la terra, che presiede al rito di fecondazione che rappresenta l’unione dei sessi.<br />
invisibile.</p>
<p><strong>Sognare di essere unto con l’olio.</strong></p>
<p><strong>Saverio scrive:</strong><br />
olio sulla testa che si riversava in tutto il corpo e ricadeva nella tinozza. Cosa può significare?</p>
<p><strong>Risposta:</strong><br />
Sicuramente bagnarsi con l’olio e ancora meglio sognare di essere bagnato da altri, riporta al rito dell’unzione.<br />
È certo che il suo inconscio la sta rassicurando sul fatto che non deve preoccuparsi di niente. Qualunque cosa o intenzione abbia messo in cantiere per lei (che è il designato) sarà cosa naturale raggiungere scopi e obiettivi. Si preannunciano quindi, tempi di vacche grasse, l’olio è da sempre sinonimo di abbondanza e prosperità.<br />
olio e significa che si compiranno azioni nobili e prestigiose. Chi più di chi sogna di essere unto può giocare i suddetti numeri senza essere baciato dalla fortuna?</p>
<p><strong>Sognare di ungere le ferite.</strong></p>
<p><strong>Katia scrive:</strong><br />
olio le sue piaghe. Possono esserci delle attinenze in merito? E se si cosa può significare?</p>
<p><strong>Risposta:</strong><br />
Gentilissima Katia, purtroppo lei si è già data una risposta. Sognare di ungere le ferite, può significare nel suo caso un tentativo di consolare suo padre. Alleviare le sue sofferenze prendendosi cura di lui.<br />
I numeri associati a questo sogno secondo la Smorfia, sono 69 e 88.</p>
<p>autrice: <a title="manuela mariani" href="http://www.ricerchenaturopatiche.it/manuela-mariani/"><strong>Manuela Mariani</strong></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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