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	<title>la lavanda &#8211; RICERCHE NATUROPATICHE</title>
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	<description>L’Istituto di Ricerche Naturopatiche è un’Associazione che ha lo scopo di promuovere la conoscenza e la diffusione di ogni tipo di tecnica e disciplina naturale d’Oriente e d’Occidente</description>
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		<title>La lavanda</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Manuela Mariani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Aug 2013 11:25:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Storia e magia delle piante e dei fiori]]></category>
		<category><![CDATA[Aura-Mazda]]></category>
		<category><![CDATA[la lavanda]]></category>
		<category><![CDATA[Suor Ildegarda]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ricerchenaturopatiche.it/wp-content/uploads/2013/08/lavanda-cespuglio.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-medium wp-image-1608" src="http://www.ricerchenaturopatiche.it/wp-content/uploads/2013/08/lavanda-cespuglio-300x225.jpg" alt="lavanda-cespuglio" width="300" height="225" srcset="https://www.ricerchenaturopatiche.it/wp-content/uploads/2013/08/lavanda-cespuglio-300x225.jpg 300w, https://www.ricerchenaturopatiche.it/wp-content/uploads/2013/08/lavanda-cespuglio-400x300.jpg 400w, https://www.ricerchenaturopatiche.it/wp-content/uploads/2013/08/lavanda-cespuglio.jpg 760w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><strong>Un&#8217;antica favola persiana</strong> racconta l&#8217;origine della pianta della lavanda: il re di Persia, per ragioni esclusivamente politiche e dinastiche, aveva promesso in sposa a un potente sultano la sua bellissima figlia. Il re, per completare la sua istruzione, in attesa del matrimonio, aveva affidato sua figlia, la principessa, ad un giovane e dottissimo tutore dagli occhi azzurri per impartirle lezioni di botanica e astrologia, due fondamentali pilastri dell&#8217;educazione di quel tempo.<br />
Ben presto gli splendidi occhi azzurri dell&#8217;insegnante catturarono il cuore della principessa e i due giovani si innamorarono perdutamente.<br />
Purtroppo però era un amore destinato dalla ragion di Stato all&#8217;infelicità. Ma Aura-Mazda, dio della Luce, ne ebbe compassione e una notte, mentre si avvolgevano in un abbraccio, li assurse fra le sue stelle in cielo. Al loro posto, rimase una piantina di lavanda, leggiadra e profumata come la principessa e dai fiori cerulei come gli occhi dell&#8217;istitutore.<br />
Gli antichi Romani usavano mettere i fiori di lavanda nei bagni pubblici e termali (il nome lavanda probabilmente deriva dal latino &#8220;lavare&#8221;), con lo scopo di profumare l&#8217;ambiente e disinfettarlo grazie alle proprietà antisettiche della pianta. Gli antichi Greci invece, la prescrivevano come terapia per problemi di gola, stitichezza e di respirazione. In Egitto si usava come componente di un unguento che si scioglieva lentamente con il calore del corpo e lo profumava. Allo stesso modo era mischiata  nell&#8217;olio delle lucerne per profumare i luoghi di culto.<br />
La lavanda, detta anche spighetta di San Giovanni, era dedicata nella mitologia greca, a Ecate, dea lunare alquanto misteriosa, protettrice delle maghe e degli indovini. Nella notte del solstizio estivo, le streghe che praticavano magia bianca, offrivano un mazzetto di fiori di lavanda come buon auspicio, i superstiziosi invece, mettevano le spighette sulle soglie delle porte e delle finestre per allontare le fattucchiere con cattive intenzioni.<br />
Tra le numerose credenze e leggende legate alla lavanda, una delle più antiche è legata alla dea Venere e ai riti magici dell’amore. Si credeva, infatti, che il suo profumo attirasse gli uomini e quindi potesse essere perfetta per gli incantesimi d’amore garantendo, oltre all&#8217;amore, anche felicità, protezione, purificazione e gioia. Da queste credenze nacque la tradizione popolare di assicurare felicità e prosperità alla futura sposa, mettendo delle spighe di lavanda all’interno del suo corredo.<br />
La spiga della lavanda, infatti, è considerata un amuleto contro le disgrazie e anche, un talismano della fecondità. Altro significato, totalmente opposto ma molto diffuso e accreditato, è quella di come la lavanda fosse usata in antichità contro i morsi di serpente. Era, dunque, considerata un antidoto ai veleni di serpenti tanto che, una credenza antica sosteneva che i serpenti facessero i loro nidi proprio all’interno dei cespugli di lavanda.<br />
Nell&#8217;aromaterapia l&#8217;olio essenziale di lavanda è considerato uno degli oli più versatili per il suo effetto sedativo e calmante; è ottimo per combattere lo stress, l&#8217;insonnia, la tachicardia, l&#8217;ipertensione. Solleva lo spirito, tonifica il sistema nervoso e attenua i conflitti emozionali, eccellente per la meditazione e per il riequilibrio dei Chakra aiutandoli a mantenere lo stato di energia dei centri superiori ed inferiori in sintonia tra loro.<br />
Le qualità antisettiche e antinfiammatorie del fiore della Lavanda sono molteplici tanto che nel Medioevo veniva sparsa sul pavimento delle case per difendersi dalle malattie infettive, soprattutto dalla peste. Oggi la lavanda è considerata un&#8217;importantissima pianta officinale, utilizzata per la produzione di profumi ma anche utilissima per l&#8217;aromaterapia ed altri usi officinali, grazie alla sua ricchezza di sostanze aromatiche ed essenziali.<br />
Secondo Suor Ildegarda la lavanda è ottima anche per la cura del fegato. In genere un fegato malato si fa notare attraverso un dolore sordo al fianco destro, sotto le costole. Per una diagnosi comunque, è meglio rivolgersi a un medico ma, per combattere il dolore in sé, Ildegarda ci offre il vino alla lavanda: &#8220;<i>Chi fa bollire la lavanda nel vino o, se non ha vino, in acqua e miele e lo beve tiepido, diminuisce il dolore nel fegato e nei polmoni e l&#8217;umidità nel petto, e questo gli procura  conoscenze pure ed un chiaro intelletto</i>&#8220;.<a title="" href="#_edn1">[i]</a></p>
<p><strong>Ecco la ricetta: </strong></p>
<p>Lavanda spiga &#8211;  20 gr.<br />
vino &#8211; 1000 ml.</p>
<p>Cuocere per 5 o 10 minuti nel vino la lavanda, fresca o essiccata.<br />
Filtrare e imbottigliare in recipienti sterilizzati.<br />
Bere 2 o 3 volte al giorno un bicchierino da liquore di questo vino intiepidito.</p>
<p>Autrice: <a title="manuela mariani" href="http://www.ricerchenaturopatiche.it/manuela-mariani/"><strong>Manuela Mariani</strong></a></p>
<hr align="left" size="1" width="33%" />
<p>&nbsp;</p>
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<p><a title="" href="#_ednref1">[i]</a> Le cure miracolose di Suor Ildegarda &#8211; Ed. Piemme &#8211; Casalemonferrato 1995</p>
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